Pillole

Pillole di informazione digitale

Segnalazioni di articoli su diritti digitali, software libero, open data, didattica, tecno-controllo, privacy, big data, AI, Machine learning...

In questa puntata parliamo dell'impatto del lavoro di moderazione sui lavoratori e sul tessuto urbano di Barcellona. Proseguiamo parlando del programma di costruzione di nuovi data center e delle relative proteste, in Lombardia e In California.

Ospite della puntata Stefano Portelli autore dell'articolo "Dove l’ombra cupa scende. Lavorare per la macchina nel distretto tecnologico di Barcellona" su Napolimonitor.it e della traduzione della Fanzine "Lavorare per la macchina" di HORACIO ESPINOSA ZEPEDA. La Fanzine racconta il vissuto dei lavoratori della moderazione di contenuti per conto di Meta- La fanzine è realizzata anche grazie alla collaborazione con Data Worker’s Inquiry di cui abbiamo parlato più volte dai microfoni di Le Dita Nella Presa. Con l'occasione abbiamo ricordato anche le iniziative organizzate dalla rete francese Le nuage était sous nos pieds

La puntata prosegue dando conto dell'espansione dei Data Center in Lombardia dove la richiesta spropositata di energia ha scatenato le proteste di cittadini e istituzioni locali.

In California, sempre a causa della costruzione di nuovi data center, questa volta in Nevada, la NV Energy ha comunicato alle comunità del Lago Tahoe. circa 50.000 persone, l'interruzione dell'erogazione dell'energia elettrica dal prossimo anno.

Chiudiamo la puntata con i prossimi appuntamenti, ma questi andate a vederli su roma.convoca.la

Puntata 26 di EM, sesta del ciclo Estrattivismo dei Dati, parliamo di intelligenza artificiale, università, conoscenza e infrastrutture.

Nella prima parte ospitiamo un rappresentante dell’Osservatorio collaborativo Artificial Intelligence e Digital Humanities, Andrea Bolioli, per presentare l'osservatorio appena nato e discutere di ricerca, open source, alfabetizzazione critica e del ruolo delle Digital Humanities in un ecosistema sempre più dominato dall’hype tecnologico.

Nella seconda parte parliamo della lettera aperta contro l’adozione acritica dell’IA nella scuola e nell’università: formazione o addestramento? Pensiero o dipendenza? Conoscenza o automazione del sapere? Con noi Maria Chiara Pievatolo, Ordinaria di Filosofia Politica a Scienze Politiche, Università di Pisa.

Una puntata su ciò che l’IA sta trasformando davvero: non solo tecnologia, ma il rapporto tra esseri umani, conoscenza e potere.

Ascolta l'audio su Radio Ondarossa

Quando qualcosa crolla, prima scricchiola.

La prima cosa è che tutte le assicurazioni stanno smettendo di stipulare polizze per danni causati dall'intelligenza artificiale.
Questa è gente che ai soldi sta attenta, e il fatto che non vogliano pagare certe cose ha una spiegazione molto semplice: il rischio di dover pagare è troppo alto.
Abbiamo un primo segnale: dopo quattro anni di propaganda incessante, quelli che dovrebbero aiutare a contenere i rischi, vedono rischi troppo grandi. Interessante, andiamo avanti.

Seconda cosa: i grandi istituti bancari stanno reincartando i rischi dei prestiti ai mega datacenter in strumenti finanziari per il mercato al consumo che si chiamano… Obbligazioni di debito collateralizzato.
Se non vi dice niente, stiamo parlando dei CDO di cui abbiamo visto i risultati nel crack del 2008. In quel caso le obbligazioni rivendevano il rischio di mutui subprime, in questo caso rivendono il rischio di prestiti ai costruttori di megadatacenter. Il rischio essendo, ovviamente, che mutui e prestiti non vengano ripagati.

Nel 2008, il crac fu dovuto al fatto che la stragrande maggioranza dei CDO era relativo a mutui che erano stati concessi a chiunque e al suo cane, gente che non avrebbe mai ripagato il prestito. Oggi, invece, i CDO sono relativi ai prestiti rilasciati a serissimi imprenditori dell'Intelligenza Artificiale per la costruzione di datacenter di dimensioni comparabili alle visioni mistiche che Sam Altman illustra ai propri investitori: mostri da 160Km^2, praticamente un quadrato di dodici kilometri e mezzo di lato, praticamente l'intera città di Milano, dalla Bicocca a San Donato e dal Parco delle Cave a Lambrate.

Ascoltate il podcast

o leggete la trascrizione

Nella puntata del 10 maggio: vulnerabilità nel kernel Linux, in Francia: processo a Musk e attacco alla crittografia end-to-end, reCaptcha e Google Play Services.

Apriamo con un racconto di alcune recenti vulnerabilità nel kernel linux. Più dei bug in sé, ci interessa raccontare di come il processo di divulgazione dei bug tenda a diventare sempre più veloce, e questo mette in difficoltà gli ecosistemi di software libero.

Ci spostiamo in Francia, con un paio di notizie contrapposte: da una parte il processo contro Elon Musk; dall'altra l'intenzione sempre più chiara di colpire la crittografia end-to-end. Cerchiamo di inserire queste notizie all'interno di un quadro più ampio, che include anche lo sbilanciamento di potere verso le grandi aziende statunitensi. In quest'ottica, diamo un'occhiata al manifesto della "Repubblica Tecnologica" di Thiel.

Concludiamo con la notizia di reCaptcha, che in alcuni casi richiede alle utenti Android di avere installati i Google Play Services per poter superare la prova. Questo vuol dire che chi sceglie di non usare i servizi di Google potrebbe non riuscire a visitare alcuni siti.

Ascolta la puntata sul sito di Radio Ondarossa

Il "manifesto di Palantir" si aggiunge alla lunga tradizione di fanfaronate di arricchiti che si credono pensatori. E la cosiddetta "intervista" a Claude di Walter Veltroni a quella dei cantori...

"Avrete letto e straletto del cosiddetto "manifesto di Palantir", quella ventina di punti su Twitter che riassumono il libro di Alex Karp, CEO di Palantir. E avrete letto e straletto della cosiddetta "intervista a Claude" fatta nientemeno che da Walter Veltroni sul Corriere.

Voglio parlare non dell'una o dell'altra cosa, perché sono chiaramente due stupidate, ma di quello che rappresentano, che invece secondo me è interessante."

Ascolta il podcast di Walter Vannini

Oppure leggi la trascrizione

La puntata 131 del podcast di Simone Pieranni parte dalle proteste dei dipendenti di Palantir contro il coinvolgimento dell'azienda nella brutalità dell'ICE e nella guerra in Iran e arriva a raccontarci perché, e come, la Silicon Valley vuole dominare il mondo.

Ma è nella seconda parte che il podcast è più interessante.

  1. l'ascesa della tecnologia patriottica
    Stiamo assistendo alla progressiva e inesorabile fuzione tra i confini civili e quelli militari. Le aziende commerciali di AI non si limitano più a formire servizi alle aziende o ai consumatori. Sono ormai organicamente incorporate negli ecosistemi di sicurezza nazionale e di difesa.
  2. il boom del cosiddetto Dual Use.
    la tecnologia civile applicata scopi bellici. La spesa militare globale intanto ha raggiunto livelli che non si vedevano dai primi anni della guerra fredda e l'Ukraina ha funzionato come un enorme laboratorio di guerra per le AI.
  3. la ricerca di un'intelligenza artificiale sovrana.
    Fino a pochi anni fa dipendere dai software americani era considerato normale, quasi inevitabile. Oggi è percepito come una minaccia esistenziale alla sicurezza nazionale. I governi del resto del mondo hanno capito che chi controlla l'infrastruttura tecnologica ha il potere di spegnere un intero paese.
  4. il rischio di una gigantesca bolla finanziaria
    Per mantenere questa egemonia sempre più sfuggente le grandi aziende americane stanno bruciando capitali a un ritmo insostenibile. Se la bolla dovesse scoppiare perché le IA non genera i profitti civili sperati, l'intera corsa globale si riconfigurerebbe

Ascolta il podcast

Le ultime due puntate di DataKnightmare: L'algoritmico è politico, smontano completamente la narrazione sul nuovo prodotto di Anthropic, Claude Mythos, "così potente da non potercelo far usare" e sull'utilità e affidabilità degli "Agenti intelligenti".

Puntata DK 10x29 - Un tiro di dati
Che differenza c'è fra un "agente intelligente" che cancella il tuo lavoro e un modello linguistico che ti racconta la vera storia degli orsi nello spazio?
"La storia ve la racconto senza gergo perché è una storia che vale per tutti, non solo per chi fa software.
C'è un tizio che si chiama Giorg che ha una piccola azienda che produce un gestionale per agenzie di noleggio per lo più autonoleggi.
Siccome Giorg è uno che sta sempre sul pezzo, per scrivere codice si appoggia a un agente intelligente, nello specifico cursor con opus 4.6 di Anthropic. Per i non addetti ai lavori, è lo stato dell'arte degli agenti intelligenti per scrivere codice.
Che cosa è successo?
È successo che l' agente intelligente ha cancellato tutto, ma tutto tutto tutto in nove secondi. Così, de botto, senza senso.
Ora, agente intelligente è un termine di marketing per indicare un modello linguistico con la capacità di interagire con il proprio ambiente.

Il resto della storia e le considerazioni di Vannini potete ascoltarlo su spreaker

Puntata DK - 10x28 Claude Mythos
Come sempre, quando gli AI bros annunciano, non è vero niente
Forbes scrive: Claude Mythos ha individuato vulnerabilità zero day in tutti i principali sistemi operativi e browser web in modo completamente autonomo, senza bisogno di alcun intervento umano. Apparentemente, a Forbes se la bevono un po' troppo facilmente perché nell'annuncio originale, Anthropic dice questo.
Cito. "Classificiamo ogni bug che individuiamo. Quindi inoltriamo quelli con il livello di gravità più elevato, a valutatori professionisti, affinché li verificino prima di segnalarli al responsabile del progetto."
Quindi, come sempre, siamo di fronte a uno strumento che confronta del codice con degli esempi di cosa possa essere una vulnerabilità e produce un report.

Si chiama analizzatore statico e ne esistono da decenni...

Ascoltate tutta la storia su spreaker

Il 30 aprile la puntata di Fahrenheit ha ospitato Agnese Trocchi, ricercatrice di CIRCE e autrice del libro Internet Mon Amour (Altraeconomia) e Leonardo Bianchi, giornalista e scrittore, curatore di Complotti!, una newsletter di Internazionale sul complottismo.

Da Gesù al mafioso: Trump il banalizzatore. Partendo da qui hanno parlato della propaganda nelle piattaforme digitali, del funzionamento dei social media commerciali, delle tecnologie conviviali e naturalmente di Internet Mon Amour: il pentamerone hacker, sci-fi, femminista di cui è autrice Agnese Trocchi.

Ascolta l'audio

Su Raiplay Play Sound si può ascoltare la puntata completa

In questa puntata di Hackordie, in onda un martedì si e uno no su Radio Città Fujiko:

  • che cosa vuol dire autonomia e indipendenza tecnologica soprattutto a livello di uso istituzionale.
  • Alcuni strumenti per liberarsi o comunque per rendersi più indipendenti in attività che possono essere lavorative ma non necessariamente,

C'è una tendenza, c'è un movimento che sta prendendo abbastanza forza per liberarsi del monopolio della tecnologia prodotta dalla Silicon Valley.

Quando sosteniamo che la tecnologia non è mai neutra e anzi è politica, una delle risposte che più spesso ci viene rivolte, una delle obiezioni più comuni, è che gli strumenti sono neutri ma dipende dall'uso che ne facciamo.
È interessante notare però come al cambiare della situazione politica internazionale cambino anche gli approcci alla tecnologia e ciò conferma che la tecnologia, non solo non è neutra, ma è anche pienamente politica.

L'esempio più importante e più significativo degli ultimi anni è il fatto che i governi europei, l'Unione Europea stessa, stiano iniziando dei percorsi in modo variato, magari un po' precario, ma comunque stiano iniziando dei percorsi per rendersi indipendenti dalle tecnologie americane, dalle tecnologie prodotte nella Silicon Valley.

Nella seconda parte di puntats si parla della suite drive di Cryptpad ospitata su Disroot.org

Ascolta la puntata

Apriamo commentando l'articolo del Tempo che alimenta lo spauracchio delle tecnologie alternative ed autogestite usate dai pericolosi cyberattivisti, e arriva a scomodare persino i remailer, tecnologia che avevamo dimenticato perfino noi. Facciamocela raccontare.

Parlando di cose serie, l'Europa ha secretato i dati sui data center con il pretesto di tutelare i segreti commerciali.

Torniamo su un argomento che abbiamo toccato anche qualche puntata fa, ovvero le importanti sentenze contro Meta e Youtube. Oggi diamo conto di un articolo pubblicato da Valigia Blu che, riprendendo articoli di altri analisti, critica la sentenza e gli effetti che produrrà. L'argomentazione non ci convince, ma ne diamo comunque lettura perché ci dà lo spunto per alcune riflessioni.

Infine le iniziative.
Martedì 21 aprile a Vivero, a Roma, Palestra digitale , dalle 18,30.

“Impariamo insieme a usare strumenti e alternative che non alimentano sistemi di controllo, guerra e sorveglianza”. Un laboratorio pratico organizzato con Avana e il gruppo di ricerca C.I.R.C.E., da Rotta Genuina e Vivèro, per rimettere le mani sul digitale e sperimentare alternative concrete alle piattaforme delle Big Tech.

Ascolta la puntata nel sito di Radio Ondarossa