Pillole

Pillole di informazione digitale

Segnalazioni di articoli su diritti digitali, software libero, open data, didattica, tecno-controllo, privacy, big data, AI, Machine learning...

Secondo un’inchiesta della trasmissione di Rai3, la holding di Zuckerberg avrebbe favorito tramite filtri e raccolte dati la destra antieuropeista. Nel mirino torna anche il Garante della Privacy, che si sarebbe prodigato per evitare una maxi sanzione alla big tech. E intanto la politica si muove

Interferenze nelle ultime elezioni politiche del 2022 e nelle regionali successive, che avrebbero favorito la destra antieuropeista. Sono le accuse nei confronti di Meta contenute nell’inchiesta di Report, andata in onda su Rai3. La trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci torna ad occuparsi anche del Garante della Privacy, raccontando come i membri del collegio dell’Autorità si siano adoperati per bloccare una maxi-multa al colosso americano, forse anche per evitare che le attività nei confronti degli utenti di Facebook e Instagram venissero alla luce.

Leggi l'articolo

Inchiesta di Report dal minuto 34 la parte che riguarda Meta.

Più di 60 partiti politici italiani trasferiscono illegalmente all'estero i nostri dati personali, alimentando il capitalismo della sorveglianza che li userà per alterare i risultati delle prossime elezioni. Questo il risultato dell'analisi dell'Osservatorio Monitora PA. La ricerca ha verificato che quasi nessun partito rispetta il pronunciamento del Garante delle Privacy che mette l'accento sulla "illiceità dei trasferimenti effettuati verso gli Stati Uniti". L'osservatorio Monitora PA ha scritto ai partiti politici chiedendo l'immediata interruzione di tali trasferimenti. Nel sito Monitora PA si possono leggere i risultati dell'analisi.

Di seguito un breve estratto tratto dal sito web. L'articolo 9 del Regolamento Europeo 2016/679 sui Dati Personali vieta espressamente il trattamento delle opinioni politiche dei cittadini a meno di specifici casi eccezionali.

Affinché le “intelligenze artificiali” che permettono questa manipolazione cognitiva su vasta scala funzionino, è necessario fornire loro le intenzioni di voto più probabile per ciascun elettore, in modo che possano selezionare i messaggi più efficaci per orientarlo nella direzione “giusta”.

Google sorveglia già milioni di italiani, quando telefonano o mandano un sms, quando scrivono o leggono un'email, quando mandano una foto al proprio medico, quando visitano un sito web o quando fanno un qualsiasi acquisto… e ne orienta in modo invisibile scelte, opinioni e comportamenti attraverso i contenuti che seleziona per ciascuno di loro.

  • Ma quali partiti informano Google ogni volta che visitate il loro sito web?
  • Quali partiti blaterano di sovranità nazionale… mentre permettono ad aziende USA di profilare e manipolare i propri elettori?
  • Quali partiti blaterano di diritti, di legalità o di europeismo… mentre violano la normativa europea?
  • Quali partiti blaterano di concorrenza e libero mercato… mentre rafforzano monopoli stranieri?

Siamo hacker: poniamo domande e cerchiamo risposte

Per rispondere a queste domande, abbiamo deciso di orientare il nostro osservatorio su un elenco di partiti politici faticosamente creato dalla nostra comunità.

Sull'illiceità di tali trasferimenti si è già espressa il 16 luglio 2020 la Corte di Giustizia Europea con la sentenza Schrems II che ha riconosciuto come non valido il Privacy Shield in quanto la normativa statunitense impone alle società americane di fornire segretamente qualsiasi dato di loro interesse per qualsiasi cittadino straniero, senza nemmeno il bisogno dell'autorizzazione di un giudice. L'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, il 9 giugno 2022 ha ribadito il concetto, richiamando “all'attenzione di tutti i gestori italiani di siti web, pubblici e privati, l'illiceità dei trasferimenti effettuati verso gli Stati Uniti” e invitando “tutti i titolari del trattamento a verificare la conformità delle modalità di utilizzo di cookie e altri strumenti di tracciamento utilizzati sui propri siti web, con particolare attenzione a Google Analytics e ad altri servizi analoghi, con la normativa in materia di protezione dei dati personali”.

I risultati della nostra analisi sono talmente avvilenti che abbiamo deciso di presentarli in forma schematica, lasciando agli elettori l'onere di comprenderne la gravità.

Leggi i risultati dell'analisi sul sito Monitora PA