Ad Amazon è bastata una norma urbanistica di decenni fa per costruire a Gilroy, in California, un data center da 2 miliardi di dollari senza un voto in consiglio comunale né un'audizione pubblica. I residenti se ne sono accorti a cantiere già avviato.
Il complesso, situato tra un Walmart Supercenter e i Gilroy Premium Outlets a circa 50 chilometri da San Jose, comprende due edifici da oltre 20 mila metri quadrati ciascuno, grosso modo quanto tre campi da calcio. AWS aveva acquistato il terreno nel 2020, avviando poi una lunga interlocuzione con l'amministrazione locale culminata nell'approvazione del 2023 e nell'inizio dei lavori veri e propri a fine 2025, con apertura operativa prevista entro la fine del 2026.
Tra le preoccupazioni sollevate dai residenti spiccano i consumi idrici per il raffreddamento dei server, in una regione già alle prese con periodi di siccità, e il fabbisogno energetico della struttura. Amazon ha promesso di alimentare il sito con energia rinnovabile al 100%, in trattativa con Silicon Valley Clean Energy, oltre a sistemi di accumulo a batteria e generatori di emergenza in loco; è previsto anche il passaggio futuro all'uso di acqua riciclata.
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Con un articolo su ProMarket, pubblicazione dello Stigler Center presso la University of Chicago-Booth School of Business, il professor Luigi Zingales apre a un utile dibattito sul vero e proprio potere politico manifestato dai TAGAF (Twitter, Amazon, Google, Apple e Facebook) con la loro azione coordinata di censura nei confronti del Presidente Trump e di blocco del social Parler, frequentato dalla destra americana. Pur non essendo un sostenitore di Trump, ma anzi condannando severamente quella lui chiama "sedizione", Zingales tuttavia considera l'estrema concentrazione del settore digitale una porta aperta alla deriva autoritaria e una pericolosa minaccia alla democrazia, e invita a rompere questo silenzio.
Giovedì la Commissione nazionale francese per l’informazione e la libertà (CNIL), autorità francese per la tutela dei diritti alla privacy, ha annunciato di aver multato Google e Amazon per il mancato rispetto delle regole sui cookie, i file utilizzati per tenere traccia delle attività degli utenti. Google dovrà pagare una multa di 100 milioni di euro per tre violazioni della legge francese sulla protezione dei dati e Amazon una sanzione di 35 milioni di euro per due violazioni.
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Puntata dedicata a 3 casi piuttosto diversi, di interazione tra grandi aziende teconogiche e lavoratori:
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Amazon Ring e non solo: coi nuovi ritrovati della “casa intelligente” ci stiamo costruendo da soli un network di sorveglianza a uso e consumo delle forze dell'ordine
A Jackson, Mississippi – secondo il racconto della Electronic Frontier Foundation, no profit in difesa della privacy – “il centro controllo della polizia condurrà un programma pilota di 45 giorni per visualizzare in streaming ciò che viene ripreso dalle videocamere dei negozi e delle casa, comprese quelle di Amazon Ring, che partecipano al programma”. Leggi tutto su Wired
Tempi presenti. Un percorso di letture sull’azienda di Bezos e il suo potere contrattuale. Il dietro le quinte di Angioni, «country manager» per l’Italia e la resistenza dello scrittore Carrión. Un’impresa nata sfruttando la quantità enorme di dati che i clienti sono pronti a consegnare in tutte le forme possibili e la debolezza dei governi di fronte alla sua volontà di dettare regole
Articolo di Maria Teresa Carbone. Leggi tutto