A riportare la notizia è NRC. Mentre si aspettando le risposte alle interrogazioni presentate a Bruxelles sulle sanzioni imposte dagli Stati Uniti al collettivo, la Commissione europea ha risposto a quella di Fidanza (Fdl). L’appello di 58 eurodeputati in difesa della Cpi, anch’essa sanzionata
La storia del collettivo di attivisti digitali italiano Autistici/Inventati è finita, ma continuano ad arrivare gli effetti delle sanzioni emesse dagli Stati Uniti. Secondo il quotidiano olandese Nrc, la polizia ha sequestrato un loro server ospitato nello Science Park di Amsterdam. Un sequestro avvenuto in seguito alla richiesta degli Stati Uniti. Sempre secondo il giornale, è stata creata una copia del contenuto del server che sarà ora inviata negli Usa.
«In questi casi, si procede semplicemente a eseguire la richiesta», ha dichiarato un portavoce della polizia al giornale. Autistici/Inventati è stato inserito dagli Stati Uniti nelle liste Ofac perché a utilizzare i suoi servizi di hosting web e di caselle di posta elettronica erano anche realtà antifasciste, considerate terroristiche dall’amministrazione Trump. Per effetto di quelle sanzioni il dominio autistici.org è stato reso irraggiungibile, l’account Paypal bloccato e Banca Etica per il timore di incorrere in sanzioni, ha congelato il conto dell’associazione creata dallo stesso collettivo che ha fatto ricorso. Il 22 ottobre, a Pisa, ci sarà l’udienza.
Diverse centinaia di persone hanno partecipato alle mobilitazioni di Roma e Firenze per protestare contro le sanzioni USA ad Autisitici / Inventati e a tutte le altre persone, associaizoni, organizzazioni vittime delle sanzioni USA. Le manifestazioni hanno avuto luogo il 25 settembre in concomitanza con la scadenza della wind-down (o cessazione graduale) delle operazioni in rapporto a Autistici / Inventati.
Il prossimo appuntamento è per l'assemblea cittadina del giorno 8 ottobre al CSOA Forte Prenestino per decidere i prossimi passi.
Di seguito suggeriamo alcuni link per sapere come sono andate le manifestazioni, che hanno avuto anche il pregio di portare alla luce un tema finora nascosto che ha aperto anche un dibattito su cosa fare per fermare le sanzioni e più in generale come costruire infrastrutture digitali e finanziarie indipendenti e (forse) autogestite.
Com'è andata
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Riflessioni
Puntata de Le Dita Nella Presa dedicata agli aggiornamenti sulle mobilitazioni che, a partire dalla solidarietà ad Autistici/Inventati, si oppongono alle sanzioni Usa. Facciamo un riassunto degli ultimi episodi e diamo i dettagli dei cortei che il 25 Settembre sfileranno a Roma e Firenze. Concludiamo la trasmissione rimandando l'ultimo episodio di Sbloccami - da Radio wombat.
Ascolta la puntata sul sito di Radio Ondarossa
Con la sua solita vena tagliente, Valter Vannini dedica la puntata del 10 set 2026 del suo podcast alle sanzioni USA contro il collettivo Autistici/Inventati.
Chi finanzia Trump (e Vance) ha bisogno di un potere autoritario per portare avanti la propria agenda. L'ordine mondiale basato sulle regole è finito, e non si torna indietro. Sganciarsi dall'Internet statunitense è necessario, e inevitabile.
[...]
Il caso di Francesca Albanese e della Corte Penale Internazionale hanno già portato un certo numero di Paesi europei a concludere che ogni infrastruttura in mano agli Stati Uniti è un rischio. Le migrazioni di intere pubbliche amministrazioni da Windows a Linux, e da Microsoft Office a suite di software libero si stanno moltiplicando senza fare troppo rumore, ma quest'ultima uscita trumpiana dovrebbe fare svegliare proprio tutti.
Perché l'ordine esecutivo di Trump dice tre cose:
Si può leggere la trascrizione del podcast sul sito di DK
Oppure ascoltarlo(consigliato)
Il 26 agosto 2026 gli USA hanno sanzionato Autistici/Inventati (A/I) - collettivo italiano che dal 2001 fornisce infrastrutture digitali a movimenti e attivist*: email, hosting (noblogs), mailing list, chat, videoconferenze, streaming e servizi legati alla privacy e all’anonimato - con l'accusa di fornire supporto al terrorismo di estrema sinistra ovvero la fantomatica organizzazione antifa.
L'hacklab AvANa respinge con forza le accuse dell'amministrazione Trump e rivendica il diritto a un'internet autogestita e fuori dalle logiche commerciali.
Il 28 agosto gli USA hanno bloccato unilateralmente il sito autistici.org e, a cascata, le mail, chat, e altri servizi di A/I, bloccando decine di migliaia di persone, attivist*, collettivi, associazioni e organizzazioni politiche. Questo è stato possibile perché la maggior parte dei domini di internet (come ad esempio .org) sono sotto l'influenza diretta degli Stati Uniti.
Il collettivo A/I si è mobilitato immediatamente per mitigare il problema e ora gran parte dei servizi sono comunque funzionanti: ad esempio, l'accesso all'homepage è stato spostato sul sito inventati.org .
Se le sanzioni rimangono attive istituti finanziari e fornitori di servizi internet chiuderanno i rapporti con Autistici, e la destra italiana ha già annunciato interrogazioni parlamentari a livello italiano ed europeo contro Autistici/Inventati.
Fermarli tocca a noi!
Guarda cosa si può fare nel sito di AvANa e nel sito della campagna di Keep it free
Washington inserisce il collettivo italiano nella lista dei terroristi globali insieme a Palestine Action e Masar Badil. Non viene criminalizzato soltanto chi protesta: diventano bersaglio anche gli strumenti digitali che permettono ai movimenti di comunicare fuori dal controllo delle grandi piattaforme.
Il governo degli Stati Uniti ha deciso che Autistici/Inventati è un’organizzazione terroristica globale. Non è una provocazione, né l’iperbole di qualche giornale: il 26 agosto il Dipartimento di Stato e il Dipartimento del Tesoro hanno inserito il collettivo italiano nella lista degli Specially Designated Global Terrorists, applicando l’Executive Order 13224, lo strumento costruito all’indomani dell’11 settembre per colpire economicamente organizzazioni e soggetti accusati di terrorismo.
Per Washington, Autistici/Inventati sarebbe parte dell’infrastruttura internazionale del cosiddetto “terrorismo di estrema sinistra”. Il Tesoro americano sostiene che i suoi servizi digitali – posta elettronica cifrata, hosting, chat, videoconferenze, blog e altri strumenti per la comunicazione protetta – siano stati messi a disposizione di organizzazioni e gruppi considerati estremisti o terroristici. Il Dipartimento di Stato arriva a descrivere A/I come un nodo tecnologico utilizzato da reti antifasciste, anarchiche e marxiste per comunicare, organizzarsi e diffondere materiali.
Il salto di qualità è evidente. Non si colpisce soltanto chi viene accusato di avere commesso un determinato atto. Si colpisce chi mette a disposizione l’infrastruttura attraverso cui soggetti politici comunicano.
Qui il comunicato di risposta del collettivo, qui la notizia
A che punto è la corsa agli hyperscale, i colossali datacenter presentati come presupposto indispensabile per lo sviluppo tecnologico? Qual è l'impatto socio-ambientale di questi piani, sostenuti da Stati e Big Tech, e come risponde la cittadinanza?
Naturalmente il sottotesto è che senza questi nuovi data center lo sviluppo dell'AI non sarà possibile e saremo tutte sottomesse alle bigh tech USA o cinesi.
Facciamo una breve panoramica segnalando una serie di recenti articoli, interviste e statistiche.
In Italia i data center sono circa 270, concentrati principalmente nella provincia di Milano (99) e nella provincia di Roma (28). Nel 2024 hanno consumato 5,8 TWh, pari a circa il 2% dei consumi elettrici nazionali. Secondo l’Osservatorio "Data Center del Politecnico di Milano", negli ultimi tre anni sono stati investiti nel settore oltre 7 miliardi. Da qui al 2028 la cifra potrebbe triplicare. Sempre secondo l'Osservatorio, entro il 2035 potrebbero arrivare a consumare tra 24,5 e 42 TWh, pari al 7-12% del totale nazionale.
Nelle intenzioni di governo e attori privati se ne vogliano costruire altri 83.
Il sistema open source Graphene OS consente di usare una password speciale per eliminare tutti i dati. Ma per le autorità USA questo è un crimine.
Un'indagine federale statunitenste, che coinvolge un residente di Atlanta, sta causando un precedente inatteso: il Dipartimento di Giustizia sta infatti tentando di perseguire l'uomo perché il suo telefono utilizzava GrapheneOS, un sistema operativo open source orientato alla privacy e che dispone di una particolare funzione, tramite la quale è possibile cancellare i dati del dispositivo inserendo una specifica password. Il problema è che esiste una norma federale poco utilizzata che criminalizza questo comportamento, identificato come distruzione di proprietà al fine di impedirne il sequestro.
La vicenda ha avuto la sua prima udienza lunedì e ruota attorno all'applicazione di questa legge a questo sistema operativo, installabile sui telefoni Google Pixel, come in questo caso. Il procedimento riguarda Sam Tunick, fermato per interrogatorio all'aeroporto Hartsfield‑Jackson di Atlanta il 24 gennaio dello scorso anno, al rientro da una vacanza nella Repubblica Dominicana. Tunick non sapeva di essere stato inserito dalle autorità federali in una lista di monitoraggio per terrorismo, a causa della sua presunta associazione con il movimento contro Cop City. L'opposizione al centro di addestramento da 109 milioni di dollari, inaugurato la scorsa primavera, ha coinvolto gruppi locali e nazionali che contestano la militarizzazione della polizia e la distruzione di aree boschive
La Corte Suprema Usa ha stabilito che la Federal Trade Commission non può più essere protetta come autorità indipendente dal potere del presidente. Allarme di noyb, mentre Bruxelles valuterà l’impatto sul Data Privacy Framework. Ecco cosa sapere, per Dpo e Ciso.
Il caso Trump v. Slaughter, deciso dalla Corte Suprema il 29 giugno 2026, riguarda il potere del presidente americano di rimuovere i commissari della Ftc. La Corte ha ritenuto incostituzionali le protezioni che limitavano la rimozione dei commissari ai soli casi di inefficienza, negligenza o cattiva condotta. L’effetto giuridico è rilevante: la Ftc, finora qualificata come agenzia indipendente, viene ricondotta più direttamente al controllo dell’esecutivo.
Per il Data Privacy Framework il problema è operativo prima ancora che teorico. La Ftc è uno degli attori centrali dell’enforcement commerciale del quadro Ue-Usa: interviene quando un’organizzazione statunitense certificata promette di rispettare i principi del framework ma non lo fa. La decisione europea di adeguatezza del 10 luglio 2023 si fonda anche sull’esistenza di meccanismi di controllo, enforcement e ricorso considerati sufficienti a garantire una protezione sostanzialmente equivalente a quella europea. Se uno di questi presidi perde il requisito dell’indipendenza, si apre un tema di tenuta giuridica dell’intero impianto.
Il centro europeo per i diritti digitali noyb, guidato da Max Schrems, ha chiesto alla Commissione europea di avviare un’uscita ordinata dal Data Privacy Framework. Nella lettera inviata a Bruxelles il 30 giugno 2026, l’organizzazione sostiene che la Commissione abbia fatto affidamento sulla Ftc come equivalente funzionale di un’autorità indipendente di controllo e che la sentenza americana renda questo presupposto molto più fragile.
Ve la ricordate Erin Bronkovich? E' la donna nota per la causa intentata contro la Pacific Gas & Electric nel 1993 per la contaminazione con cromo esavalente delle acque della città di Hinkley in California per oltre 30 anni. La vinse: il colosso dell'energia è stato costretto a pagare il più grande risarcimento nella storia degli Stati Uniti: 333 milioni di dollari. Poi ne fecero anche un film con Julia Roberts.
La sua ultima iniziativa a protezione dell'ambiente e dei diritti dei cittadini si chiama "Brockovich AI Data Center Reporting", si tratta di un progetto per mappare le costruzioni di data center negli Stati Uniti e l'impatto che questi hanno sull'ambiente e sulla vita della popolazione circostante. Il progetto raccoglie le segnalazioni di nuovi progetti di costruzione di Data-center o di impatti negativi sulla popolazione di Data-center esistenti.
Le principali preoccupazioni relative ai data center per l'intelligenza artificiale messi in luce dal progetto sono: consumo energetico, comumo idrico, produzione di rifiuti elettronici, rischi legati alla localizzazione, inquinamento acustico.
Nel sito sono presenti diverse mappe geografiche con la localizzazione dei data-center o progetti di costruzione, almeno quelli censiti, tematizzate per tipo. Il progetto mette in risalto i successi ottenuti da amministratori e cittadini che si sono opposti alla costruzione di questi nuovi eco-mostri.
Consiglio di esplorare il sito
Abbiamo già segnalato l'opposizione alla costruzione di nuovi Data-center