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Il "manifesto di Palantir" si aggiunge alla lunga tradizione di fanfaronate di arricchiti che si credono pensatori. E la cosiddetta "intervista" a Claude di Walter Veltroni a quella dei cantori...

"Avrete letto e straletto del cosiddetto "manifesto di Palantir", quella ventina di punti su Twitter che riassumono il libro di Alex Karp, CEO di Palantir. E avrete letto e straletto della cosiddetta "intervista a Claude" fatta nientemeno che da Walter Veltroni sul Corriere.

Voglio parlare non dell'una o dell'altra cosa, perché sono chiaramente due stupidate, ma di quello che rappresentano, che invece secondo me è interessante."

Ascolta il podcast di Walter Vannini

Oppure leggi la trascrizione

La puntata 131 del podcast di Simone Pieranni parte dalle proteste dei dipendenti di Palantir contro il coinvolgimento dell'azienda nella brutalità dell'ICE e nella guerra in Iran e arriva a raccontarci perché, e come, la Silicon Valley vuole dominare il mondo.

Ma è nella seconda parte che il podcast è più interessante.

  1. l'ascesa della tecnologia patriottica
    Stiamo assistendo alla progressiva e inesorabile fuzione tra i confini civili e quelli militari. Le aziende commerciali di AI non si limitano più a formire servizi alle aziende o ai consumatori. Sono ormai organicamente incorporate negli ecosistemi di sicurezza nazionale e di difesa.
  2. il boom del cosiddetto Dual Use.
    la tecnologia civile applicata scopi bellici. La spesa militare globale intanto ha raggiunto livelli che non si vedevano dai primi anni della guerra fredda e l'Ukraina ha funzionato come un enorme laboratorio di guerra per le AI.
  3. la ricerca di un'intelligenza artificiale sovrana.
    Fino a pochi anni fa dipendere dai software americani era considerato normale, quasi inevitabile. Oggi è percepito come una minaccia esistenziale alla sicurezza nazionale. I governi del resto del mondo hanno capito che chi controlla l'infrastruttura tecnologica ha il potere di spegnere un intero paese.
  4. il rischio di una gigantesca bolla finanziaria
    Per mantenere questa egemonia sempre più sfuggente le grandi aziende americane stanno bruciando capitali a un ritmo insostenibile. Se la bolla dovesse scoppiare perché le IA non genera i profitti civili sperati, l'intera corsa globale si riconfigurerebbe

Ascolta il podcast

Le ultime due puntate di DataKnightmare: L'algoritmico è politico, smontano completamente la narrazione sul nuovo prodotto di Anthropic, Claude Mythos, "così potente da non potercelo far usare" e sull'utilità e affidabilità degli "Agenti intelligenti".

Puntata DK 10x29 - Un tiro di dati
Che differenza c'è fra un "agente intelligente" che cancella il tuo lavoro e un modello linguistico che ti racconta la vera storia degli orsi nello spazio?
"La storia ve la racconto senza gergo perché è una storia che vale per tutti, non solo per chi fa software.
C'è un tizio che si chiama Giorg che ha una piccola azienda che produce un gestionale per agenzie di noleggio per lo più autonoleggi.
Siccome Giorg è uno che sta sempre sul pezzo, per scrivere codice si appoggia a un agente intelligente, nello specifico cursor con opus 4.6 di Anthropic. Per i non addetti ai lavori, è lo stato dell'arte degli agenti intelligenti per scrivere codice.
Che cosa è successo?
È successo che l' agente intelligente ha cancellato tutto, ma tutto tutto tutto in nove secondi. Così, de botto, senza senso.
Ora, agente intelligente è un termine di marketing per indicare un modello linguistico con la capacità di interagire con il proprio ambiente.

Il resto della storia e le considerazioni di Vannini potete ascoltarlo su spreaker

Puntata DK - 10x28 Claude Mythos
Come sempre, quando gli AI bros annunciano, non è vero niente
Forbes scrive: Claude Mythos ha individuato vulnerabilità zero day in tutti i principali sistemi operativi e browser web in modo completamente autonomo, senza bisogno di alcun intervento umano. Apparentemente, a Forbes se la bevono un po' troppo facilmente perché nell'annuncio originale, Anthropic dice questo.
Cito. "Classificiamo ogni bug che individuiamo. Quindi inoltriamo quelli con il livello di gravità più elevato, a valutatori professionisti, affinché li verificino prima di segnalarli al responsabile del progetto."
Quindi, come sempre, siamo di fronte a uno strumento che confronta del codice con degli esempi di cosa possa essere una vulnerabilità e produce un report.

Si chiama analizzatore statico e ne esistono da decenni...

Ascoltate tutta la storia su spreaker

Il 30 aprile la puntata di Fahrenheit ha ospitato Agnese Trocchi, ricercatrice di CIRCE e autrice del libro Internet Mon Amour (Altraeconomia) e Leonardo Bianchi, giornalista e scrittore, curatore di Complotti!, una newsletter di Internazionale sul complottismo.

Da Gesù al mafioso: Trump il banalizzatore. Partendo da qui hanno parlato della propaganda nelle piattaforme digitali, del funzionamento dei social media commerciali, delle tecnologie conviviali e naturalmente di Internet Mon Amour: il pentamerone hacker, sci-fi, femminista di cui è autrice Agnese Trocchi.

Ascolta l'audio

Su Raiplay Play Sound si può ascoltare la puntata completa

In questa puntata di Hackordie, in onda un martedì si e uno no su Radio Città Fujiko:

  • che cosa vuol dire autonomia e indipendenza tecnologica soprattutto a livello di uso istituzionale.
  • Alcuni strumenti per liberarsi o comunque per rendersi più indipendenti in attività che possono essere lavorative ma non necessariamente,

C'è una tendenza, c'è un movimento che sta prendendo abbastanza forza per liberarsi del monopolio della tecnologia prodotta dalla Silicon Valley.

Quando sosteniamo che la tecnologia non è mai neutra e anzi è politica, una delle risposte che più spesso ci viene rivolte, una delle obiezioni più comuni, è che gli strumenti sono neutri ma dipende dall'uso che ne facciamo.
È interessante notare però come al cambiare della situazione politica internazionale cambino anche gli approcci alla tecnologia e ciò conferma che la tecnologia, non solo non è neutra, ma è anche pienamente politica.

L'esempio più importante e più significativo degli ultimi anni è il fatto che i governi europei, l'Unione Europea stessa, stiano iniziando dei percorsi in modo variato, magari un po' precario, ma comunque stiano iniziando dei percorsi per rendersi indipendenti dalle tecnologie americane, dalle tecnologie prodotte nella Silicon Valley.

Nella seconda parte di puntats si parla della suite drive di Cryptpad ospitata su Disroot.org

Ascolta la puntata

Apriamo commentando l'articolo del Tempo che alimenta lo spauracchio delle tecnologie alternative ed autogestite usate dai pericolosi cyberattivisti, e arriva a scomodare persino i remailer, tecnologia che avevamo dimenticato perfino noi. Facciamocela raccontare.

Parlando di cose serie, l'Europa ha secretato i dati sui data center con il pretesto di tutelare i segreti commerciali.

Torniamo su un argomento che abbiamo toccato anche qualche puntata fa, ovvero le importanti sentenze contro Meta e Youtube. Oggi diamo conto di un articolo pubblicato da Valigia Blu che, riprendendo articoli di altri analisti, critica la sentenza e gli effetti che produrrà. L'argomentazione non ci convince, ma ne diamo comunque lettura perché ci dà lo spunto per alcune riflessioni.

Infine le iniziative.
Martedì 21 aprile a Vivero, a Roma, Palestra digitale , dalle 18,30.

“Impariamo insieme a usare strumenti e alternative che non alimentano sistemi di controllo, guerra e sorveglianza”. Un laboratorio pratico organizzato con Avana e il gruppo di ricerca C.I.R.C.E., da Rotta Genuina e Vivèro, per rimettere le mani sul digitale e sperimentare alternative concrete alle piattaforme delle Big Tech.

Ascolta la puntata nel sito di Radio Ondarossa

Siamo partite da un recap delle recenti/prossime iniziative a cura di AvANa, hacklab locale:

e sempre a proposito di iniziative passate, abbiamo raccontato qualcosa di HackInSOCS, occasione di ritrovo della comunità Hackmeeting a Milano, dal 27 al 29 marzo scorso.

In un crescente clima di oppressione e repressione digitale, invitiamo a consultare un paio di risorse utili per la tutela dei dispositivi personali e di tutte le preziose relazioni e informazioni che contengono:

infine, un compagno del Quarticciolo presenta un'iniziativa sul tema dei dati "aperti", a partire da esperienze locali: come organizzarsi dal basso per smontare le retoriche "data-driven" che calano dall'alto per giustificare, ad esempio, il decreto Caivano? Appuntamento sabato 18 aprile alle 16 PUNTUALI!

il tema della puntata di giovedì 2 aprile è l'impatto dell'intelligenza artificiale e il potere delle big tech. Ospiti della puntata:

  • Irene Doda autrice de "Onnipotenti"
    Nel suo libro, Irene Doda ricostruisce la traiettoria ideologica e politica che ha trasformato il cuore dell’innovazione tecnologica occidentale nel laboratorio politico della nuova destra globale. E mostra come la retorica della libertà individuale e dell’emancipazione digitale abbia mascherato vecchie e nuove forme di dominio: disuguaglianze crescenti, colonizzazione dell’immaginario collettivo, erosione dei principi democratici.
  • Dario Guarascio autore di "Imperialismo digitale"
    Le Big Tech supportano strategie belliciste e partecipano direttamente alle attività militari e di intelligence. Lo Stato non può fare a meno delle loro capacità finanziarie, infrastrutturali e tecnologiche. Quanto sta avvenendo negli USA trova conferma in Cina, dove troviamo la stessa relazione tra le Big Tech locali e il Partito comunista.
  • Luca Ciarrocca "L'anima nera della Silicon Valley, la vera storia di Peter Thiel"
    Thiel cofonda PayPal ed è tra i primi a scommettere sul dominio tentacolare di Facebook e Airbnb. Con Palantir trasforma i dati nell’infrastruttura strategica del nostro tempo: dall’analisi dei sistemi sanitari alla sicurezza e sorveglianza basate sulla predizione dei crimini (stile Minority Report), fino ai teatri di guerra come Gaza

Ascolta le altre puntate di Tabula Rasa

Avete presente quella sensazione frustante che provate quando su Google appaiono solo pubblicità e su TikTok solo video fatti dall’IA? Ora ha un nome: enshittification. Secondo Cory Doctorow, è anche una geniale (e pericolosa) strategia aziendale.

Il post sul quale era citata la parola venne poi ripubblicato nell'edizione del gennaio 2023 su Wired:
«Ecco come muoiono le piattaforme: prima sono buone con i loro utenti, poi abusano di loro per migliorare il loro rapporto con i clienti aziendali e infine, abusano di questi ultimi per riprendersi da loro tutto il valore. E infine muoiono. Io chiamo questo fenomeno enshittification, ed è una conseguenza apparentemente inevitabile che deriva dalla combinazione della facilità di cambiare il modo in cui una piattaforma alloca il valore, unita alla natura di un "mercato a due facce", in cui una piattaforma si trova tra acquirenti e venditori, tenendo ciascuno in ostaggio dell'altro, rastrellando una quota sempre maggiore del valore che passa tra di loro.»

Ascolta il podcast sul sito di valori.it

Partiamo con un racconto, e un'analisi, di due sentenze a danno di Meta e Google che indicano che queste piattaforme usano la creazione di dipendenza come strumento fondamentale, e che questo crea danni reali alle sue utenti. Daranno il via ad un gran numero di cause simili? E se sì, quali conseguenze potrebbero avere?

Finché l'argomento del dibattito rimarrà confinato alle conseguenze su chi è minorenne - invece di riconoscere che queste piattaforme sono dannose per l'intera società - il rischio è che questo costituisca un'ulteriore spinta verso verifiche dell'età sempre più stringenti. A tal proposito, parliamo delle leggi in California e Brasile che introducono la verifica dell'età a livello di sistema operativo.

Concludiamo con alcune gravi vulnerabilità recenti trovate su iOS e su Telegram.

Comunicazione di servizio: le dita nella presa non andrà in onda il 5 Aprile.

Ascolta la trasmissione nel sito di Radio Ondarossa