Dopo l'aumento del prezzo dei dischi a stato solido, è arrivato anche quello delle RAM: prezzi circa raddoppiati in un solo anno, e anche questa volta è colpa del boom dell'IA: l'enorme domanda di hardware fatta da una manciata di aziende ha completamente cambiato il settore. Non perdiamo l'occasione, però, per accumulare più dettagli del necessario e capire un po' meglio come funziona questo settore, quali sono le aziende che lo compongono, come si sono comportate in passato e cosa ci possiamo aspettare per il futuro.
Lo svolgimento contemporaneo della finale dei mondiali di calcio ci permette di parlare dei recenti sequestri di siti per violazione di copyright. I sequestri sono stati effettuati dal governo statunitense e segnano un ulteriore inasprimento del controllo su Internet, in quanto si tratta di siti che sono stati rimossi globalmente da Internet. Un effetto, per capirci, molto più forte di quelli fatti dal Piracy Shield. Questo provvedimento - non senza precedenti ma comunque significativo - è un ulteriore tassello in un internet in cui le garanzie di quello che una volta si chiamava cyberspazio vengono sistematicamente smantellate.
Puntata con aggiornamenti vari su disinformazione, censure, alleanze tra BigTech e Usa che mettono in crisi le nostre posizioni. A rallegrarci ci pensa Martha Root e la sua azione contro i siti di dating dei suprematisti bianchi.
La disinformazione israeliana continua a trovare un alleato in Google: questa volta la campagna riguarda le ONG sotto attacco.
Prosegue il braccio di ferro tra l'Agcom e Cloudflare riguardo al Piracy Shield e alla censura sul DNS: alla multa di Agcom, la risposta potrebbe arrivare dal governo Usa, di cui Cloudflare invoca la protezione.
All'ultima edizione del CCC - Chaos Communication Congress - una delle presentazioni mostrava come ci si è potute infiltrare dentro ad un sito di dating di stampo suprematista, riservato a persone bianche, con l'uso di un chatbot. Come ciliegina sulla torta, i dati sono stati pubblicati e il sito cancellato.
Conclusione con un approfondimento sul blocco di Internet in Iran. Mentre le proteste vanno avanti, la sera dell'8 Gennaio il blocco è diventato pressoché totale: dall'Iran non c'è più connettività con altri paesi.
Puntata dedicata in gran parte al tema dell'internazionalizzazione dei nomi di dominio. Infatti da diversi anni questi non sono più limitati ai caratteri dell'alfabeto inglese, ma supportano anche caratteri di altre lingue. Il dibattito è abbastanza aperto, e vede contrapposte delle esigenze tecniche di semplicità e sicurezza alle esigenze di persone non inglesi di poter scrivere nella propria lingua.
Passiamo poi alle notiziole: dall'acqua al fluoro passando dai licenziamenti massivi del DOGE e dai suoi piani di automatizzazione. Si allarga l'uso del DNA nelle indagini di polizia. Meta si rivendica l'uso di Torrent, sostenendo che scroccare non è reato. Nonostante le censure e le multe e le minaccie di licenziamento da parte dei grandi studi legali, una ricerca mostra che la maggior parte degli avvocati americani usa l'Intelligenza Artificiale per il suo lavoro.
Puntata dedicata in buona parte all'approfondimento di un curioso, ma sicuramente non unico, caso di incrocio tra la storia dell'infrastruttura di Internet, e in particolare dei DNS, con la politica internazionale: lo stato delle British Indian Ocean Territory scompare, e con esso dovrebbe scomparire anche il dominio .io, ad oggi usatissimo, in particolare dalle aziende tecnologiche. Ripercorriamo questa e altre vicende simili.
Passiamo poi a parlare di copyright, questa volta sotto una lente nuova, ovvero quella segnalateci dalle grandi aziende statunitensi della tecnologia; queste infatti si lamentano per la balcanizzazione di Internet, che danneggia gli interessi statunitensi; e inseriscono nella categoria anche i sistemi anti-pirateria italiani e francesi.
Concludiamo con una multa che nemmeno il signor Bonaventura.
Alcune aziende private stanno tentando di acquisire i diritti sul registro dei domini "punto org", dicitura che contraddistingue moltissimi siti web di ong ed enti umanitari. La privatizzazione potrebbe comportare un aumento del canone annuale o la perdita del proprio sito per migliaia di organizzazioni. Cruciale sarà il verdetto dell'Icann.
Bloccati una volta, ci riprovano. Prendendo una strada laterale ma ci riprovano, ignorando le vecchie norme e provando a scriverne di nuove. Com’è nel dna della finanza. A rimetterci potrebbero essere dieci milioni di utenti nel mondo. Ma non utenti qualsiasi: associazioni umanitarie, enti no profit, organizzazioni non governative. Chi prova a difendere gli ultimi, insomma.