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Un enorme archivio per studenti e ricercatori con più di sessanta milioni di libri gratuiti, ora il dominio di annas-archive.org è stato sospeso. Mentre effettuava il “backup di Spotify”

L’ultimo aggiornamento racconta solo un dettaglio di una storia molto più grande. Un dettaglio, oltretutto, che non ha riscontri pratici. Eccolo: da una settimana chi prova a digitare l’indirizzo annas-archive.org si trova davanti alla scritta: «server hold». Significa che il dominio è stato sospeso. Non funziona il sito, non si può accedere, né inviare mail. Nulla. La cosa non ha grandi conseguenze perché chi ha allestito il sito ha già fornito decine di altri indirizzi per consentire l’accesso alla sua biblioteca. Immensa, sterminata biblioteca. Perché come sa chiunque, che studi o che abbia un figlio all’università, Anna’s Archive ha nei suoi “scaffali” più di sessanta milioni di libri, quasi cento milioni di documenti ed un numero imprecisato di schede e mappe.

Tutti testi universitari, tutto materiale che costa centinaia, quando non migliaia di dollari, controllato da un monopolio costruito da tre, quattro società americane. Ed Anna’s Archive ha semplicemente reso fruibile per tutti quel patrimonio di conoscenza. Senza scopo di lucro, con l’obbiettivo – che non si può che definire “politico” – di rendere universale il diritto al sapere. Per gli studenti, per i professori. In tutto il mondo, visto che la conferenza dei rettori dell’India neanche due anni fa chiese alle autorità del loro paese di non bloccare l’accesso al sito, perché ormai era diventato uno strumento insostituibile per gli studenti e per le stesse biblioteche di facoltà.

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Nei mesi scorsi la biblioteca di internet – e con essa il futuro dell’accesso alla cultura online – è finita sul banco degli imputati. Nelle aule di un tribunale federale di New York si è svolto il primo round di un procedimento legale intentato da alcuni editori americani nei confronti di Internet Archive, la biblioteca digitale non profit fondata dall’informatico, attivista e archivista Brewster Kahle nel 1996 a San Francisco. Lo scontro è tra Davide e Golia, e rischia di definire per sempre il modo in cui la conoscenza è condivisa.

Cosa è e cosa vuole Internet Archive

“Accesso universale alla conoscenza” è da 27 anni lo slogan di Internet Archive. L’organizzazione raccoglie e mette a disposizione di chiunque, gratuitamente, 37 milioni di libri, 16 milioni di file audio e molti altri contenuti nonché servizi come la Wayback machine, il più noto archivio di pagine Web. Una delle maggiori e più evidenti eredità culturali e intellettuali che gli esseri umani possano vantare per raccontare la loro storia.

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