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Pillole di informazione digitale

Segnalazioni di articoli su diritti digitali, software libero, open data, didattica, tecno-controllo, privacy, big data, AI, Machine learning...

Dalla Newsletter di Carola Frediani

I Cyber Partisans sono esplosi la scorsa estate, dopo una serie di cyberattacchi contro il governo di Minsk. All’epoca avevano rivelato a Bloomberg di essere un gruppo di una quindicina di persone, alcune delle quali non si occupano di hacking ma di attività di supporto. Successivamente hanno incontrato e risposto a una serie di domande di giornalisti e ricercatori, in un evento online organizzato da tre accademici (inclusa la professoressa di antropologia di Harvard, nonché esperta di hacktivism, Gabriella Coleman) cui Guerre di Rete ha partecipato.

I Cyber Partisan si presentano come un gruppo hacktivista, senza leader, nato nel settembre 2020. I suoi obiettivi dichiarati sono rovesciare il regime di Lukashenko, preservare l’indipendenza e la sovranità della Bielorussia, promuovere la democrazia. E sono condivisi in un movimento più ampio, Suprativ (il quale include altri gruppi chiamati Flying Storks e People Self-Defense Brigade) che ad agosto ha pubblicato un “manifesto” politico. Più nello specifico i Cyber Partisan vogliono dare strumenti alla popolazione per contrastare il regime e collaborare con altri attivisti. Di fatto si sono contraddistinti per alcuni rilevanti attacchi informatici.

La newsletter di questa settimana parla di:

  • Ritratto dei Cyber Partisans
  • Meta e cifratura end-to-end
  • Cyber assicurazioni, danni e attacchi statali
  • Spyware contro Ong per i diritti umani
  • E altro

Leggi la newsletter n. 122

Molto ricco il programma dell'hackmeeting di quest'anno che si svolgerà dal 3 al 5 settembre presso la Casona di Ponticelli (Bologna).

"Che Cos’è un Hackmeeting?

L’hackmeeting è l’incontro annuale delle controculture digitali italiane, di quelle comunità che si pongono in maniera critica rispetto ai meccanismi di sviluppo delle tecnologie all’interno della nostra società. Ma non solo, molto di più. Lo sussuriamo nel tuo orecchio e soltanto nel tuo, non devi dirlo a nessuno: l’hackit è solo per veri hackers, ovvero per chi vuole gestirsi la vita come preferisce e sa s/battersi per farlo. Anche se non ha mai visto un computer in vita sua.

Tre giorni di seminari, giochi, dibattiti, scambi di idee e apprendimento collettivo, per analizzare assieme le tecnologie che utilizziamo quotidianamente, come cambiano e che stravolgimenti inducono sulle nostre vite reali e virtuali, quale ruolo possiamo rivestire nell’indirizzare questo cambiamento per liberarlo dal controllo di chi vuole monopolizzarne lo sviluppo, sgretolando i tessuti sociali e relegandoci in spazi virtuali sempre più stretti.

L’evento è totalmente autogestito: non ci sono organizzatori e fruitori, ma solo partecipanti."

Tutte le informazioni sul programma e sulla logistica le trovate sul sito dell'hackmeeting.