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Pillole di informazione digitale

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L’IA è una divoratrice insaziabile di energia: basti pensare che, per poter funzionare, da sola riesce a immagazzinare il due per cento dell’elettricità consumata dall’intero pianeta. Lasciandosi alle spalle una considerevole impronta di carbonio dal momento che è alimentata da energia elettrica non rinnovabile e consuma milioni di litri di acqua dolce. È stato calcolato che, entro il 2027, la sua sete potrebbe arrivare, entro i prossimi due anni, a prosciugare il pianeta di 6,6 miliardi di metri cubi di acqua potabile; per non parlare degli impatti costanti derivanti dalla costruzione e manutenzione delle macchine.

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Puntata quasi monografica: a partire dalla recente entrata in vigore di una legge che permette il riutilizzo di rifiuti elettronici, parliamo non solo della legge e dei regolamenti che prescrive, ma anche del modo in cui questi ed altri regolamenti vengono creati, degli enti che scrivono i testi e di quali settori economici e sociali vengono da essi rappresentati.

Per concludere, una singola notiziola: gli ultimi iPhone sono più riparabili, sì, ma solo per Apple stessa. Tutto merito del parts-pairing.

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Le terre rare sono un gruppo di 17 minerali ormai considerati indispensabili per la transizione ecologica e digitale, visto il loro diffuso utilizzo in ambiti come le tecnologie avanzate, la medicina, la difesa e le infrastrutture per trarre energia da fonti rinnovabili. Tuttavia si tratta di materiali che in natura si presentano in concentrazioni molto basse, legati in composti con altri minerali. Il che rende la loro estrazione un processo lungo, complesso e, soprattutto, altamente inquinante.

Ad oggi la produzione di terre rare raggiunge le centinaia di migliaia di tonnellate ogni anno: 243.300 nel 2020, di cui circa 140mila prodotte dalla Cina e 38mila dagli Stati Uniti. La Cina da sola detiene il 38% delle riserve esistenti a livello globale, per un totale di 44 milioni di tonnellate su 115,8.

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