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Miniere che invadono foreste, condizioni di lavoro infernali, minerali estratti in aree di conflitto per nutrire le industrie militari e dell’elettronica

Fra i cinque punti del Piano per la pace nella Repubblica democratica del Congo (Rdc), diffuso giorni fa da Denis Mukwege, chirurgo e premio Nobel, c’è la riforma strutturale delle catene di approvvigionamento dei minerali in tutto il paese. Non è un caso: il conflitto multiforme che da decenni tormenta soprattutto la regione orientale del Kivu viene alimentato dagli appetiti per le ricchezze del sottosuolo. Un sistema mortale di sfruttamento che giova ai circuiti commerciali internazionali: i minerali congolesi sono indispensabili per la rivoluzione tecnologica mondiale – anche militare.

Leggi l'articolo su "Il Manifesto"

Dopo il caso di Auistici / Inventati, la missiva indirizzata al governo italiano e al parlamento europeo affinché vengano protette persone, organizzazioni e associazioni dagli effetti delle designazioni americane emanate «senza un processo, senza un tribunale che verifichi le accuse, senza nemmeno un avviso preventivo o una consultazione con partner di lunga data come, ad esempio, l'Unione europea»

Un appello alla Commissione europea e al governo italiano affinché vengano protette persone, organizzazioni e associazioni dagli effetti delle sanzioni americane emanate, «senza un processo, senza un tribunale che verifichi le accuse, senza nemmeno un avviso preventivo o una consultazione con partner di lunga data come, ad esempio, l'Unione europea». Lo scrivono quattordici organizzazioni della società civile italiana, da Mediterranea a Banca etica, da Oxfam all’Arci, passando anche per Acli, Legacoop, Altromercato e Gruppo Abele, insieme alla Federazione europea delle Banche etiche e alternative.

Leggi l'articolo su "Domani"

Leggi la lettera aperta alle istituzioni europee e italiane dal sito di Banca Etica.

Nel frattempo è giunta la notizia che "Bancomat e altri player lanciano Enp per interoperabilità pagamenti in Ue per un 'ecosistema più autonomo'. ANSA

Capitalismo artificiale. Muro di silenzio sull’impatto ambientale in Ue. Ma le direttive impongono di rendere pubbliche le informazioni sul consumo di energia.

Conoscere l’impatto ambientale di un data center è praticamente impossibile perché le aziende non rivelano i loro dati. E le istituzioni nazionali ed europee, invece di garantire trasparenza per i cittadini, collaborano con le società a mantenerli all’oscuro. Lo dimostra un’inchiesta realizzata in collaborazione tra il manifesto e la redazione investigativa Lighthouse Reports, che per un anno ha scavato alla ricerca di dati e informazioni sull’impatto dei data center e si è scontrata con un muro di silenzio eretto dai governi e dalla Commissione Europea, fino a culminare in un ricorso legale che potrebbe cambiare questa situazione.

Il lavoro di inchiesta, condotto in partnership con le testate Mediapart (Francia), El Confidencial (Spagna), Solomon (Grecia) e Trouw (Paesi Bassi), mostra anche il tentativo delle grandi aziende di influenzare le decisioni delle istituzioni e l’opinione pubblica sul loro impatto ambientale.

Leggi l'articolo su "Il Manifesto"

Nella puntata del 28 settembre si è parlato degli impatti ambientali e sociali dei data center, e delle mobilitazioni che si stanno formando attorno al tema. In collegamento con

  • SOS Fornace di Rho,
  • Comitati per la difesa del Parco Agricolo Sud di Milano,
  • Comitati contro il data center di Lacchiarella,

Prossimi appuntamenti: 3 Ottobre a Rho (MI); 10 Ottobre a Milano in Piazza della Scala

Altre fonti di informazione

Diverse centinaia di persone hanno partecipato alle mobilitazioni di Roma e Firenze per protestare contro le sanzioni USA ad Autisitici / Inventati e a tutte le altre persone, associaizoni, organizzazioni vittime delle sanzioni USA. Le manifestazioni hanno avuto luogo il 25 settembre in concomitanza con la scadenza della wind-down (o cessazione graduale) delle operazioni in rapporto a Autistici / Inventati.

Il prossimo appuntamento è per l'assemblea cittadina del giorno 8 ottobre al CSOA Forte Prenestino per decidere i prossimi passi.

Di seguito suggeriamo alcuni link per sapere come sono andate le manifestazioni, che hanno avuto anche il pregio di portare alla luce un tema finora nascosto che ha aperto anche un dibattito su cosa fare per fermare le sanzioni e più in generale come costruire infrastrutture digitali e finanziarie indipendenti e (forse) autogestite.

Com'è andata

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Riflessioni

La scuola è il luogo della formazione al pensiero critico. Negli ultimi anni, invece, vediamo sempre più spesso farsi strada una tendenza ad uniformare, a polarizzare, ad additare il dissenso come diserzione o propaganda, nella logica di una scuola-azienda che si fa sempre più caserma.

La scuola italiana, poi, è sempre più colonizzata dalle aziende tecnologiche statunitensi - le Big Tech - legate a doppio flo al governo USA e al suo complesso militare industriale; guidate da leader che fnanziano con miliardi di euro movimenti di ultradestra accarezzando ideologie antidemocratiche quando non apertamente neonaziste.

Queste stesse aziende hanno reso possibile e sostengono a corpo morto il governo di Donald Trump, la sua caccia all'immigrato, le sue aggressioni militari (ultima quella contro l'Iran) e il suo sostegno al genocidio in Palestina. Queste aziende sono, nei fatti, complici dei crimini del governo che hanno reso possibile e che sostengono, che a sua volta approva e sostiene qualsiasi loro capriccio.

Perché riguarda la scuola?

Leggi il comunicato di alcuni sindacati sul sito di I.A. Basta

Oggi sit-in a Roma e Firenze contro le sanzioni di Washington che hanno soffocato il collettivo

Presidio a Firenze, di fronte al Consolato USA venerdì 25 settembre - ore 17.30
Presidio a Roma, Piazza santi Apostoli, a due passi dalla sede di rappresentanza della Commissione Europea

La chiusura del collettivo Autistici/Inventati dopo le sanzioni statunitensi non ha segnato la fine della battaglia a loro difesa. Oggi pomeriggio si scenderà in piazza a Roma e Firenze contro i provvedimenti di Washington che hanno soffocato a distanza il collettivo. Dopo la «designazione speciale come terroristi globali» e l’emanazione dei provvedimenti, Autistici/Inventati si è trovato privo di risorse materiali – con le donazioni congelate da Banca Etica per timore di sanzioni secondarie – e soprattutto senza copertura politica. Dal governo non è arrivato infatti alcun sostegno a un’associazione italiana colpita da uno stato estero senza che su di essa pesasse alcuna denuncia penale. Persino per la Sumud Flotilla il governo sovranista non aveva potuto girarsi dall’altra parte, e aveva dovuto almeno promettere una tutela marittima (poi mai arrivata). Stavolta neanche quello.

Leggi l'articolo di Andrea Capocci sul sito de "Il Manifesto"

La vicenda che ha visto protagonisti, loro malgrado, Autistici/Inventati e Banca Etica, offre alcuni spunti interessanti per “registrare” la bussola con la quale poter affrontare il mare aperto, o il mondo del nostro tempo.

Leggi anche il commento di Luca Casarini "Ci vuole un’alleanza tra democratici e ribelli"

Puntata de Le Dita Nella Presa dedicata agli aggiornamenti sulle mobilitazioni che, a partire dalla solidarietà ad Autistici/Inventati, si oppongono alle sanzioni Usa. Facciamo un riassunto degli ultimi episodi e diamo i dettagli dei cortei che il 25 Settembre sfileranno a Roma e Firenze. Concludiamo la trasmissione rimandando l'ultimo episodio di Sbloccami - da Radio wombat.

Ascolta la puntata sul sito di Radio Ondarossa

Convocazione corteo di Roma

Convocazione corteo di Firenze

Il sito della campagna nel mirino

Con la sua solita vena tagliente, Valter Vannini dedica la puntata del 10 set 2026 del suo podcast alle sanzioni USA contro il collettivo Autistici/Inventati.

Chi finanzia Trump (e Vance) ha bisogno di un potere autoritario per portare avanti la propria agenda. L'ordine mondiale basato sulle regole è finito, e non si torna indietro. Sganciarsi dall'Internet statunitense è necessario, e inevitabile.

[...]

Il caso di Francesca Albanese e della Corte Penale Internazionale hanno già portato un certo numero di Paesi europei a concludere che ogni infrastruttura in mano agli Stati Uniti è un rischio. Le migrazioni di intere pubbliche amministrazioni da Windows a Linux, e da Microsoft Office a suite di software libero si stanno moltiplicando senza fare troppo rumore, ma quest'ultima uscita trumpiana dovrebbe fare svegliare proprio tutti.

Perché l'ordine esecutivo di Trump dice tre cose:

  • primo, se Autistici/Inventati può essere messo in una lista di terroristi internazionali senza che la Casa Bianca crolli per le risate del pubblico, allora chiunque può essere il prossimo, non importa che abbia un senso; siamo tutti Autistici/Inventati;
  • secondo, il nostro sistema finanziario non può dipendere dalle bizze del presidente USA di turno;
  • e terzo, il sistema internazionale basato sulle regole, se qualcuno ancora ci credeva, è morto e sepolto, e questo significa che la posizione standard dell'Europa non può più essere azzerbinarsi agli Stati Uniti. Se questo, incidentalmente, significa buttare a mare la Von der Leyen e la sua Commissione di servi, a me, come direbbe Vance, sta bene.

Si può leggere la trascrizione del podcast sul sito di DK

Oppure ascoltarlo(consigliato)

Gestita attraverso un’associazione formalmente riconosciuta e disciplinata da determinate responsabilità giuridiche, A/I non è mai stata accusata di terrorismo dall’Italia e, tantomeno, dall’Europa. Com’è possibile che sia finita nel mirino di Donald Trump? Con un’accusa che la fa sembrare radioattiva anche agli occhi di quei politici e di quelle istituzioni che dovrebbero difenderla?

Per capirlo bisogna navigare all’interno dell’universo dei (potenti) influencer MAGA e delle loro (strette) relazioni con l’amministrazione USA.

Colpire A/I per colpire gli Antifascisti americani

Perché tutto questo interesse nei confronti di Autistici/Inventati? La risposta si può tranquillamente rintracciare in quanto detto a Domani dall’avvocato Shayana Kadidal del Center for Constitutional Rights di New York che sta seguendo il caso del collettivo di attivisti digitali italiani. «Per il governo degli Stati Uniti è impossibile sanzionare una persona o un gruppo statunitense come "Specially Designated Global Terrorist" o come altro tipo di soggetto terroristico», racconta. «Ma esiste un’eccezione per persone o gruppi all’interno degli Stati Uniti che abbiano compiuto transazioni vietate con un gruppo straniero già finito nelle liste. Questo potrebbe essere il piano del governo: usare A/I come il primo tassello di una catena di sanzionamenti o procedimenti penali all’interno degli Stati Uniti». La base giuridica è l’Executive Order 13224, attuato dalle Global Terrorism Sanctions Regulations: OFAC può colpire anche chi fornisce «supporto finanziario, materiale o tecnologico», beni o servizi a un soggetto già designato. In parallelo, le violazioni volontarie delle sanzioni possono diventare reati ai sensi dell’IEEPA, 50 U.S.C. § 1705. Per questo la designazione di A/I può creare un presupposto per colpire anche soggetti negli Stati Uniti che continuino a sostenerla.

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