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Pillole di informazione digitale

Segnalazioni di articoli su diritti digitali, software libero, open data, didattica, tecno-controllo, privacy, big data, AI, Machine learning...

In un paese che si scopre sotto ricatto nei porti e sulle strade dei camionisti, non si può comunque rimanere indifferenti al segnale che giunge dalla Banca d’Italia sul futuro del risparmio.

L’autorevolezza della fonte e la delicatezza del tema impone una riflessione più estesa e articolata. Con un’intervista all’Huffington Post (https://www.huffingtonpost.it/entry/amazon-co-insidiano-le-banche-tradizionali_it_615d76e1e4b045b6faaf63fb ) la vice direttrice generale dell’Istituto Alessandra Perrazzelli auspica possibili intese fra il sistema bancario e le grandi piattaforme digitali.

Lo strapotere delle Big Tech anche nel mondo finanziario

L’alto dirigente della Banca d’Italia appare rassegnata al dominio che questi gruppi privati ormai esercitano sull’intera gamma dei nostri comportamenti, surclassando qualsiasi concorrenza in qualsiasi settore, compresa l’intermediazione finanziaria.

leggi l'articolo completo di Michele Mezza

L’ideologia della Silicon Valley è in crisi: ecco perché l’Italia, se vuole ripartire, non deve seguirla.

[...] Nell’arco di poco meno di vent’anni, la parola “start-up” è passata da etichetta più desiderata da sfoggiare a un buffet metropolitano a formula in grado di far inarcare sopracciglia se non proprio alzare gli occhi al cielo durante una riunione di lavoro. E questo, ben lungi dall’essere solo effetto dell’italica diffidenza verso l’innovazione, è invece segno della perdita di forza della sua narrazione, che per l’ideologia californiana dell’innovazione dal basso è tutto, o quasi.

leggi l'articolo di Riccardo Maggiolo

L'attività coordinata sul social network continua a provocare grandi sconvolgimenti in borsa, mentre le principali piattaforme di trading hanno interrotto la compravendita di alcuni titoli

Alcuni titoli sul mercato finanziario degli Stati Uniti hanno subìto fluttuazioni molto brusche e inaspettate provocate da investitori amatoriali, che si sono mossi in massa per comprare azioni ed altri prodotti finanziari, in parte organizzati e in parte influenzati da un canale del social network Reddit che si chiama r/wallstreetbets.

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