In questa puntata abbiamo parlato dell'hackmeeting appena concluso, con alcune interviste registrate a caldo. Abbiamo proseguito con le vicissitudini di OpenAI e delle altre grandi imprese produttrici di Intelligenza Artificiale generativa. Infine abbiamo cercato di capire le motivazioni che sottostanno all'ennesima chiusura di spazi degli utenti e degli sviluppatori messa in atto da Google nel meccanismo di distribuzione delle app negli smartphone Android.
Il 12, 13, 14 giugno si è tenuto a Firenze la 29a edizione di Hackmeeting, l'incontro annuale delle comunità che si pongono in maniera critica rispetto ai meccanismi di sviluppo delle tecnologie all’interno della nostra società. Abbiamo raccontato il clima che si è respirato durante i 3 giorni e dato conto di alcuni laboratori e seminari anche con l'aiuto delle interviste registrate al Centro Sociale Next Emerson. Le interviste integrali sono nelle pillole
Cosa unisce Bernie Sanders e Sam Altman (CEO di Open AI)? Entrambi vogliono che il governo USA partecipi agli utili di OpenAI. Ma quali utili? Guardiamo il bilancio del 2025 dell'azienda di Altman che è in perdita di circa 35 miliardi di dollari, in netto aumento rispetto allo scorso anno. Non sarà che i signori dell'AI stanno preparando il terreno per sfuggire al proprio fallimento finanziario?
Riprendiamo, visto l'avvicinarsi della scadenza, la notizia dell'imposizione di Google a tutti gli sviluppatori di App per Android di registrarsi presso l'azienda di Mountain View. Quali sono le ragioni apparenti e quali quelle nascoste che hanno indotto l'azienda ad imporre questa misura? Parliamo anche delle forme di resistenza, come quella messa in campo da KeepAndroidOpen.
In extremis un aggiornamento sulla situazione dei nuovi data-center e della legge regionale in Lombardia.
Il 12, 13 e 14 giugno si è tenuto al Centro Sociale Next Emerson di Firenze l'edizione numero 29 di Hackmeeting
Di seguito trovate le interviste integrali che registrate durante la giornata di sabato. Naturalmente non sono esaustive, ma restituiscono uno spaccato del clima e dei contenuti di cui ha potuto godere chi è stato a Firenze.
Altre considerazioni su come è andato l'hackmeeting le trovate nel podcast dell'ultima puntata di Le Dita Nella Presa.
Se poi siete curios di conoscere il programma, lo trovate nel sito di HackMeeting
L’hackmeeting è l’incontro annuale delle controculture digitali italiane, di quelle comunità che si pongono in maniera critica rispetto ai meccanismi di sviluppo delle tecnologie all’interno della nostra società. Ma non solo, molto di più. Lo sussurriamo nel tuo orecchio e soltanto nel tuo, non devi dirlo a nessuno: l’hackit è solo per hackers, ovvero per chi vuole gestire la propria vita come preferisce e sa s/battersi per farlo. Anche se non ha mai visto un computer in vita sua.
Tre giorni di seminari, giochi, dibattiti, scambi di idee e apprendimento collettivo ( qui il programma ), per analizzare assieme le tecnologie che utilizziamo quotidianamente, come cambiano e che stravolgimenti inducono sulle nostre vite reali e virtuali, quale ruolo possiamo rivestire nell’indirizzare questo cambiamento per liberarlo dal controllo di chi vuole monopolizzarne lo sviluppo, sgretolando i tessuti sociali e relegandoci in spazi virtuali sempre più stretti.
Siamo partite da un recap delle recenti/prossime iniziative a cura di AvANa, hacklab locale:
e sempre a proposito di iniziative passate, abbiamo raccontato qualcosa di HackInSOCS, occasione di ritrovo della comunità Hackmeeting a Milano, dal 27 al 29 marzo scorso.
In un crescente clima di oppressione e repressione digitale, invitiamo a consultare un paio di risorse utili per la tutela dei dispositivi personali e di tutte le preziose relazioni e informazioni che contengono:
infine, un compagno del Quarticciolo presenta un'iniziativa sul tema dei dati "aperti", a partire da esperienze locali: come organizzarsi dal basso per smontare le retoriche "data-driven" che calano dall'alto per giustificare, ad esempio, il decreto Caivano? Appuntamento sabato 18 aprile alle 16 PUNTUALI!
27 - 28 - 29 Marzo a Milano si terrà la seconda edizione dell'hackinsocs!
Tre giorni di autogestione per mettere in circolo saperi, studiare nuove vie di fuga, costruire comunità resistenti dentro e fuori dalla rete, smanettando in compagnia e divertendoci decisamente troppo.
Il programma di quest'anno è particolarmente divertente, quindi passate senza pensarci troppo!
Si parlerà di biohacking, di come ingannare il riconoscimento facciale, di creazione di infrastrutture di telecomunicazione indipendenti, ma anche di temi non strettamente tecnologici come mappare le piante commestibili in aree urbane e immaginare il nostro corpo rispetto ai corpi bionici esterni e interni ad esso!
Per il programma completo e tutte le informazioni visitate il sito di hackinsocs
Iniziamo segnalando un articolo da Logic che ci aiuta a riconoscere il sistema di caste indiano nella struttura di alcune delle applicazioni di "gig economy" destinate a quel mercato.
Con una compagna in studio facciamo delle riflessioni su un testo pubblicato sul sito di hackmeeting. A proposito, il prossimo hackmeeting è 12-14 Giugno al Csa Next Emerson a Firenze.
Notiziole:
Siamo nel ‘25.
Siamo nel ‘25.
Ma non ci pensiamo. Anzi, noi vogliamo guardare al futuro: non temete, gli anni Novanta sono dietro l’angolo, e saranno uno spasso.
L’1 e 2 novembre Hack’emMuort al Turba, appuntamento di avvicinamento ad Hackmeeting, l’incontro annuale delle controculture digitali: hacking, saperi critici e pratiche di autogestione.
Anacronistico, direte voi. Dopotutto, siamo nel 2025.
Durante la scorsa edizione di Hackmeeting è stato presentato un piccolo e prezioso opuscolo sull'uso delle mail dal titolo "Aprite quella posta".
L’email è uno degli strumenti di telecomunicazione più vecchi che ancora utilizziamo. Non è un sistema perfetto: molte delle sue caratteristiche sono dei rimasugli tecnici, in un mondo che ormai si è trasformato. Eppure continua a tornarci utile.
Anzitutto, si tratta di uno strumento longevo: l’email non è ancora morta, e non morirà per un bel po’, nonostante il suo uso si stia trasformando.
L’email è una sorta di lingua franca: forse nessuno si sentirebbe di definirlo il proprio strumento preferito, ma praticamente chiunque ne ha una e spesso risulta di fatto il metodo più efficace per stabilire una comunicazione.
L’email è un sistema non nominativo: questo la distingue da Whatsapp, Telegram, Signal, Facebook, Instagram, i quali per funzionare richiedono un’identità (spesso in forma di numero telefonico). Come email puoi scegliere un nome totalmente immaginario, puoi averne quante ne vuoi e associare a ciascuna un contesto e un’identità diversa, non necessariamente collegabile alla tua anagrafica.
L’email è un sistema federato: non è nelle mani di una singola entità, ma è il risultato della collaborazione tra server eterogenei per natura e dimensione.
Ma soprattutto, è un sistema flessibile
Uno sguardo al "report sostenibilità" di Google e alle sue molte bugie; il meglio di hackmeeting 2025; Zona Warpa 4-5 Luglio al CSOA Forte Prenestino; notiziole dal Medio Oriente.
A Giugno è uscito, come ogni anno, il report sostenibilità di Google. A leggerlo, sembra che sia possibile fare il miracolo: continuare a consumare sempre più energia, eppure far diminuire l'impatto ambientale. Vediamo insieme alcuni dei trucchi utilizzati (da Google, ma non solo) per far quadrare i conti.
L'Hackmeeting 2025 è stato un mese fa, vi raccontiamo alcuni dei contenuti che ci sono piaciuti... avremmo voluto farlo in modo più esteso, ma ci siamo resi conto che si stava facendo tardi e abbiamo tagliato, non ce ne voglia chi ha curato altri dei momenti interessanti!
Al telefono con Kenobit parliamo di Zona Warpa - La festa del videogioco ribelle itinerante. Il mondo del videogioco è infatti troppo spesso depoliticizzato, e questo festival mira a fare da ponte tra chi gioca e chi fa videogiochi, in una cornice consapevole. Questo weekend è il turno del Forte Prenestino, qui potete vedere alcuni video di edizioni passate per farvi un'idea.
Chiudiamo con delle notiziole dal Medio Oriente:
I cellulari che abbiamo in tasca ci offrono un enorme ventaglio di possibilità, ma ogni app, ogni login, ogni geolocalizzazione può far breccia nella nostra sicurezza digitale. Così come esistono modi per tenere sotto controllo le nostre comunicazioni, però, esistono anche strategie per verificare di non essere vittime della sorveglianza digitale.
Un approccio critico è indispensabile per vivere nel mondo del web senza subirlo: ne parliamo con Raffaele Angius, giornalista di IrpiMedia, a Cagliari per partecipare all'Hackmeeting, l'appuntamento annuale degli hacker.
Chi sono oggi gli hacker, dove operano, che cosa è cambiato dagli albori del web? Risponde Giuliana Sorci, autrice del libro "Server ribelli. R-esistenza digitale e hacktivismo nel Fediverso in Italia" (Meltemi editore, 2025). Al microfono Elisabetta Tola