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La scuola è il luogo della formazione al pensiero critico. Negli ultimi anni, invece, vediamo sempre più spesso farsi strada una tendenza ad uniformare, a polarizzare, ad additare il dissenso come diserzione o propaganda, nella logica di una scuola-azienda che si fa sempre più caserma.
La scuola italiana, poi, è sempre più colonizzata dalle aziende tecnologiche statunitensi - le Big Tech - legate a doppio flo al governo USA e al suo complesso militare industriale; guidate da leader che fnanziano con miliardi di euro movimenti di ultradestra accarezzando ideologie antidemocratiche quando non apertamente neonaziste.
Queste stesse aziende hanno reso possibile e sostengono a corpo morto il governo di Donald Trump, la sua caccia all'immigrato, le sue aggressioni militari (ultima quella contro l'Iran) e il suo sostegno al genocidio in Palestina. Queste aziende sono, nei fatti, complici dei crimini del governo che hanno reso possibile e che sostengono, che a sua volta approva e sostiene qualsiasi loro capriccio.
Perché riguarda la scuola?
Leggi il comunicato di alcuni sindacati sul sito di I.A. Basta
È la prima volta che succede in una grande società tecnologica americana, ed è il culmine di un lungo percorso di proteste. Questa settimana 230 lavoratori di Google, che presto sono diventati più di 400, hanno per la prima volta formato un sindacato che accoglie assieme ingegneri, programmatori e i dipendenti a tempo determinato dell’azienda. Il sindacato, che si chiama Alphabet Workers Union (AWU; Alphabet è il nome del conglomerato che comprende Google e YouTube, tra gli altri), è anche uno dei primi in assoluto all’interno dell’industria tecnologica americana, il primo in una delle sue aziende più importanti.

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