Decreto Capienze, la privacy sottomessa al pubblico interesse: cosa cambia e cosa si rischia

Il decreto di fatto rafforza il potere del Governo riducendo quello del Garante e così le tutele di diritti e libertà dei cittadini. La cosa più grave: via al potere di intervento del Garante in caso di gravi rischi in trattamenti pubblici di dati

I poteri del Garante privacy fortemente ridotti nei confronti dello Stato e della PA. Idem per le garanzie dei cittadini. È lo scenario che si presenta nello schema di decreto Capienze, già approvato e in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Grande preoccupazione in queste ore da parte di esperti privacy per la svolta anti-garantista dell’Italia.

In particolare il Garante non potrà più intervenire in via preventiva su trattamenti a rischio da parte della PA, la quale d’altro canto avrà sempre la possibilità di trattare i dati per fini di interesse pubblico senza bisogno di una norma primaria – indicati dalla stessa amministrazione in caso non siano già previsti dalla legge. Semplificazioni che però fanno temere briglie completamente sciolte: il Decreto Capienze approvato dal Consiglio dei ministri giovedì 7 ottobre 2021 indica che il trattamento dei dati da parte delle PA è sempre consentito per finalità pubbliche.

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