Pillole

Pillole di informazione digitale

Segnalazioni di articoli su diritti digitali, software libero, open data, didattica, tecno-controllo, privacy, big data, AI, Machine learning...

Entro il 2025 tutti i siti Web europei compreso quelli del settore privato dovranno sottostare ai requisiti tecnici dell’accessibilità ma quali modelli possiamo seguire per programmare questo adeguamento?

La direttiva europea sull’accessibilità di prodotti e servizi (siti web inclusi) entrerà in vigore fra qualche anno e visto l’impegno previsto e le sanzioni (legali) inevitabili che già si sono viste all’opera anche in Italia per cookies e privacy è opportuno cominciare a domandarsi come attrezzarsi e verso quali direzioni procedere per l’adeguamento.

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I sistemi informatici sono diversi da regione a regione e faticano a dialogare anche all'interno delle stesse ASL e ospedali, e nell'epidemia si sono visti i risultati.

Umberto Rosini, responsabile dei sistemi informativi per la Protezione Civile, l’uomo che concretamente gestisce la raccolta dei dati quotidiani sull’epidemia, ha spiegato che oltre alle infrastrutture «manca la formazione delle persone che devono andare a caricare il dato».

«È una questione di conoscenza del dato e di saperlo gestire: noi possiamo mettere su qualsiasi struttura, qualsiasi collegamento tra le amministrazioni, ma di fatto quel dato deve essere inserito lì da qualcuno». Il fattore umano è «importantissimo» secondo Rosini, e la formazione del personale è ancor più fondamentale delle risorse tecnologiche, che a suo avviso ci sarebbero.

Leggi l'articolo completo su "Il Post".

Amazon Ring e non solo: coi nuovi ritrovati della “casa intelligente” ci stiamo costruendo da soli un network di sorveglianza a uso e consumo delle forze dell'ordine

A Jackson, Mississippi – secondo il racconto della Electronic Frontier Foundation, no profit in difesa della privacy – “il centro controllo della polizia condurrà un programma pilota di 45 giorni per visualizzare in streaming ciò che viene ripreso dalle videocamere dei negozi e delle casa, comprese quelle di Amazon Ring, che partecipano al programma”. Leggi tutto su Wired

Cina. Sotto la spinta dell’opinione pubblica cinese, per la prima volta una metropoli ha presentato una bozza di legge per arginare il riconoscimento facciale all’interno dei complessi residenziali. Spesso in Occidente rimaniamo impressionati dalla facilità con la quale la tecnologia è entrata nella vita quotidiana dei cinesi. Certi aspetti di questo tema, per altro, ci riguardano da vicino e faremmo bene a osservare cosa accade in un posto così lontano, ma pur sempre inserito – sebbene con le proprie «caratteristiche» – all’interno di un contesto globale.

Uno degli aspetti più rilevanti è senza dubbio quello del riconoscimento facciale, ormai utilizzato in molte attività e luoghi anche in Occidente, spesso senza neanche il consenso, o quanto meno un parere, della cittadinanza.

Leggi l'articolo completo di Simone Pieranni su il Manifesto

Nella prima parte della puntata si parla di copyright, prendendo spunto dalla vicenda di youtube-dl programma che permette di scaricare audio e video da youtube - che nel mese scorso è stato prima oscurato da GitHub in seguito alle richieste della RIAA (la SIAE statunitense) e poi rimesso online in seguito alle proteste di utenti e sviluppatori. Un caso controverso, dato che si tratta in maniera solo molto indiretta di uno strumento per aggirare i sistemi di protezione del copyright! Questo ci da un'idea di come il meccanismo censorio che sta intorno al copyright non sia affatto finito, nonostante ci possa sembrare che negli ultimi anni questo si sia alleggerito.

Un altro esempio interessante in tal senso è quello della censura del progetto Gutenberg in Italia. Il progetto - che si occupa di pubblicare online testi in pubblico dominio ed è a tutti gli effetti la prima biblioteca digitale - è stato messo nel calderone dei canali Telegram che pubblicavano scansioni di quotidiani per motivi ad oggi non del tutto chiari.

Conclusione con una breve storia di alcune delle mosse più brillanti dell'industria delle stampanti. Un'industria che ha cercato di estrarre quanti più profitti possibile in un settore industriale oggettivamente non frenetico e che ora ha la sua ultima evoluzione con il concetto di "Stampa come servizio" che ti consente di utilizzare la tua stampante come se dovessi andare in copisteria.

Ascolta sul sito di Rdio Onda Rossa

A quanto pare, come nella prima ondata della pandemia di Covid-19, il MIUR e, quindi la scuola, si è fatto trovare impreparato da diversi punti di vista. Da quello della progettazione didattica: il blended learning ha la stessa necessità di progettare le attività didattiche della DaD o della didattica in presenza, anzi forse di più; dal punto di vista dell’utilizzo dei dati: per la verità la questione si è aggravata, perché nel frattempo la Corte di Giustizia Europea ha invalidato l’accordo, detto “Privacy Shield”, tra l’Unione Europea e gli Usa; infine anche dal punto di vista del software libero.

questo articolo è pubblicato in "Formare... a distanza?", II edizione, C.I.R.C.E. novembre 2020

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Perché non approfittare degli strumenti tecnologici ‘a distanza’ per riaggregarsi in Rete?

Ho utilizzato https://meet.jit.si molte volte sia come app che come servizio Web e la trovo una fantastica opportunità Open Source alternativa alle offerte commercial per la Didattica A Distanza (con il limite però di 50 partecipanti che lo rende inutilizzabile in alcuni contesti didattici)...

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Mai come in questo periodo di pandemia le multinazionali della tecnologia si stanno riempiendo le tasche. Nelle crisi economiche ci sono immancabilmente vincitori e vinti e che piaccia o meno lockdown, coprifuochi e stop agli eventi stanno consentendo ad Amazon, Facebook e compagnia bella di crescere ancora più rapidamente di quanto non stessero già facendo prima della pandemia. Basti pensare che sulla scia del successo dell’e-commerce l’AD di Amazon, Jeff Bezos, ha visto il suo patrimonio personale raggiungere la cifra record di 192 miliardi di dollari (+69,9% da marzo). Questo a metà ottobre, mentre i patrimoni di Mark Zuckerberg e Bill Gates salivano rispettivamente a 97,9 (+78,6%) e 118 miliardi di dollari (+ 20,4%), e quello di Eric Yaun, il fondatore di Zoom, passava da 5,5 a 24,7 miliardi di dollari (+349%). È giusto che così tanto denaro si concentri in così poche mani? È un processo reversibile?

Intervista di Raffaella Oliva a Cory Doctorow.

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Organizzato da TECH WORKERS COALITION ITALIA il 25 dicembre

Il Cyberpunk, genere artistico nato ad inizio anni ‘80, ha influenzato pesantemente, nel bene e nel male, consciamente o inconsciamente, il modo in cui ci rapportiamo alla tecnologia e ai suoi impatti sociali. Una critica al neo-liberismo che in quegli anni iniziava ad affermarsi come ideologia dominante nell’Occidente ma anche un tentativo di esorcizzare la paura della perdità di centralità del mondo anglosassone in favore delle nascenti potenze asiatiche, il Cyberpunk incorpora una critica al libero mercato e all’autoritarismo in cui la tecnologia è sia strumento di oppressione da parte di corporation e regimi autoritari che di liberazione. La tecnologia come fonte di potere da padroneggiare che permette agli eroi-hacker di sovvertire le relazioni sociali di potere tramite una maggiore conoscenza dei sistemi digitali su cui i sistemi oppressivi sono costruiti.

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Cosa significa per tutti noi la piccola notizia del segretario nazionale di un grande sindacato che tenta di mandare in streaming su Facebook, in maniera più o meno sotterranea, l’incontro che sta iniziando con il Governo in un momento drammatico per il Paese?

Leggi l'articolo completo di Mantellini su "Il Post".

Tempi presenti. Un percorso di letture sull’azienda di Bezos e il suo potere contrattuale. Il dietro le quinte di Angioni, «country manager» per l’Italia e la resistenza dello scrittore Carrión. Un’impresa nata sfruttando la quantità enorme di dati che i clienti sono pronti a consegnare in tutte le forme possibili e la debolezza dei governi di fronte alla sua volontà di dettare regole

Articolo di Maria Teresa Carbone. Leggi tutto

di Constant

Traduzione e adattamento di Dear student, teacher, worker in an educational institution,

questo articolo è pubblicato in "Formare... a distanza?", II edizione, C.I.R.C.E. novembre 2020

Agli studenti, agli insegnanti e ai lavoratori impiegati nella formazione...

Insieme abbiamo assistito all'avvento della "didattica a distanza", che per la maggior parte degli istituti scolastici si è tradotto nella firma di contratti e accordi con le grandi piattaforme commerciali. Quello che pochi mesi fa avevamo chiamato "un elefante nella stanza"[^1] ha finito per travolgere gli spazi della formazione. Nonostante possa sembrare un cambiamento repentino ed emergenziale, in realtà è il proseguimento di un processo in atto già da tempo.

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Inizia la prima campagna di Tech Workers Coalition Italia.

Il problema è chiaro: l’IT italiano è stato costruito sullo sfruttamento, sull’illegalità, sulla violazione dei diritti e questa situazione non è più sostenibile. Il cambiamento non può che venire dalle lavoratrici e dai lavoratori del settore tecnologico: non dalla politica che ci ignora, non da una classe imprenditoriale nazionale incapace di superare le sue logiche feudali e sicuramente non dalle grandi aziende straniere che vedono l’Italia come una miniera da cui estrarre manodopera usa e getta a basso costo.

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Addio ai backup gratuiti illimitati.

Poco più di sei mesi: è questo il tempo a disposizione degli utenti per mettere ordine tra le immagini di Google Foto prima che la scure si abbatta su quelle in sovrannumero.

Al momento Google segue una politica abbastanza generosa per quanto riguarda il salvataggio delle fotografie e dei video: il materiale caricato in risoluzione originale viene conteggiato ai fini di calcolare lo spazio occupato, ma il backup dello stesso (eseguito in formato compresso e in qualità ridotta) no.

A partire dal primo giugno 2021 ciò cambierà. Anche le copie di backup verranno conteggiate all'interno dello spazio a disposizione di ogni account, che ammonta a 15 Gbyte per quelli gratuiti.

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Vogliamo dal Governo tutti i dati su COVID-19 per monitorare il rischio epidemico, in formato aperto, ben descritti e machine readable
Così la società civile sarà realmente pronta ad aiutare le Istituzioni nella gestione dell'emergenza Coronaviru.

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«Il tuo capo è un algoritmo» di Antonio Aloisi e Valerio De Stefano (Laterza). Gli autori intervistati da il manifesto descrivono le strategie politiche per non finire «schiavi» delle piattaforme. Districarsi tra obblighi di cura, isolamento e lavoro è una prova ardua per le categorie vulnerabili. La tecnologia non è neutra. Il suo impiego è spesso fonte di abusi. Con l’irrompere della pandemia, i fanatici del «soluzionismo tech» sostengono che le «macchine non si ammalano». Lo smart working ha aumentato produttività e soddisfazione, malgrado i disagi. Anche se pensato per le professioni impiegatizie, estende i suoi benefici agli altri

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La raccomandazione del Garante europeo della protezione dei dati è rivolta alle istituzioni, uffici, agenzie e organi dell’Unione europea: “I trasferimenti internazionali in corso e futuri siano effettuati in conformità con la legge sulla protezione dei dati dell’UE”.

Sul trasferimento dei dati personali verso gli Stati Uniti il Garante privacy europeo mette in guardia l’intera Unione europea e la invita ad utilizzare cloud provider che rispettano solo la normativa europea sulla data protection. 

“Il Garante incoraggia vivamente le istituzioni, uffici, agenzie e organi dell’Unione europea a evitare trasferimenti di dati personali verso gli Stati Uniti per nuove operazioni di trattamento o in caso di nuovi contratti con fornitori di servizi”.

La chiusura delle scuole causerà problemi in quelle famiglie dove mancano i device e la connessione. Le periferie delle grandi città e le aree rurali sono i territori più a rischio. Il vicepresidente di Con i Bambini: «La Dad al 100% comporterà una crisi educativa»

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di Alessia Bleve

Challenge social e sfide sociali. Riflessioni in margine, per un chill out consapevole.

questo articolo verrà pubblicato in "Formare... a distanza?", II edizione, C.I.R.C.E. novembre 2020

Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana c’erano quelli che, come me, avevano tra gli undici e i quattordici anni negli anni Novanta, troppo cresciuti per essere ancora bambini, troppo ingenui per essere adulti, in quella delicata fascia che cerca una definizione, un’appartenenza che spazzi via il senso profondo di inadeguatezza.

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The new Netflix documentary is a distraction from the drive to regulate tech companies, including Netflix itself

BY John Menick in Opinion | 29 OCT 20

A new subgenre of documentary is emerging, one in which young, white, semi-retired tech workers voice their regrets for having built the digital platforms that rule our lives. In well-rehearsed paragraphs, our heroes tell similar stories. First, they dropped out of a top-tier university, usually Stanford, overeducated in computer science and undereducated in everything else. They were then hired by one of the tech companies belonging to the Pynchonian acronym, FAANG: Facebook, Amazon, Apple, Netflix and Google. While there, they worked on new features for time-wasting apps, such as the Like Button or photo tagging.

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