Agnese Trocchi e Carlo Milani ospiti di due puntate del podcast Piede Sinistro, cominciare dal lato giusto di Fabrizio C.
Un altro web non è solo possibile ma è già realtà, si tratta solo di scegliere. Usare misure come proibire l'accesso ai social media ai minori non è la soluzione per diversi motivi. Educazione digitale, sensibilizzazione, sono tra i pochi metodi che potrebbero funzionare.
I divieti non servono a niente
Con Carlo Milani, co-autore di Pedagogia hacker (CIRCE), proveremo a ragionare sulle nuove leggi che intendono regolamentare l’uso dei social media per i minori. Dall’Australia alla Spagna, si è decisa una stretta che non sembra particolarmente efficace; al di là dell’aspetto pratico, cercheremo di riflettere sul senso profondo del "divieto" in sé.
Ascolta il podcast Internet Mon Amour 1/2
Agnese Trocchi è l’autrice di “Internet Mon Amour” (Altraeconomia) dove immagina lo scoppio nel 2016 della grande peste di internet. Tra artifici letterari e analisi dei fatti, continueremo a ragionare su social media e social network, con un’ottica che mira alla riappropriazione dello spazio internet.
Ascolta l'intervista al podcast Piede Sinistro, cominciare dal lato giusto di Fabrizio C.
Infine l'autrice di Internet Mon Amour è stata ospite di Tabula Rasa, la trasmissione di libri di Radio Ondarossa. Ascolta la puntata
Le ultime due puntate di DataKnightmare: L'algoritmico è politico, smontano completamente la narrazione sul nuovo prodotto di Anthropic, Claude Mythos, "così potente da non potercelo far usare" e sull'utilità e affidabilità degli "Agenti intelligenti".
Puntata DK 10x29 - Un tiro di dati
Che differenza c'è fra un "agente intelligente" che cancella il tuo lavoro e un modello linguistico che ti racconta la vera storia degli orsi nello spazio?
"La storia ve la racconto senza gergo perché è una storia che vale per tutti, non solo per chi fa software.
C'è un tizio che si chiama Giorg che ha una piccola azienda che produce un gestionale per agenzie di noleggio per lo più autonoleggi.
Siccome Giorg è uno che sta sempre sul pezzo, per scrivere codice si appoggia a un agente intelligente, nello specifico cursor con opus 4.6 di Anthropic.
Per i non addetti ai lavori, è lo stato dell'arte degli agenti intelligenti per scrivere codice.
Che cosa è successo?
È successo che l' agente intelligente ha cancellato tutto, ma tutto tutto tutto in nove secondi. Così, de botto, senza senso.
Ora, agente intelligente è un termine di marketing per indicare un modello linguistico con la capacità di interagire con il proprio ambiente.
Il resto della storia e le considerazioni di Vannini potete ascoltarlo su spreaker
Puntata DK - 10x28 Claude Mythos
Come sempre, quando gli AI bros annunciano, non è vero niente
Forbes scrive: Claude Mythos ha individuato vulnerabilità zero day in tutti i principali sistemi operativi e browser web in modo completamente autonomo, senza bisogno di alcun intervento umano. Apparentemente, a Forbes se la bevono un po' troppo facilmente perché nell'annuncio originale, Anthropic dice questo.
Cito. "Classificiamo ogni bug che individuiamo. Quindi inoltriamo quelli con il livello di gravità più elevato, a valutatori professionisti, affinché li verificino prima di segnalarli al responsabile del progetto."
Quindi, come sempre, siamo di fronte a uno strumento che confronta del codice con degli esempi di cosa possa essere una vulnerabilità e produce un report.
Si chiama analizzatore statico e ne esistono da decenni...
La fallacia del “modello linguistico” sarebbe rimasta confinata nel mondo della matematica astratta se le multinazionali della Silicon Valley non avessero un bisogno disperato di ripagare, almeno in parte, gli enormi investimenti fatti al buio nell’intelligenza artificiale. Il mercato non ripaga: le grasse commesse pubbliche, meglio se militari, sì. Con esiti fatali, come dimostra il bombardamento della scuola Minab, in Iran, a fine febbraio
“È la generazione, attraverso modelli, di un reale privo di origine o di realtà: un iper reale. Il territorio non precede più la mappa, né le sopravvive. È tuttavia la mappa che precede il territorio -la precessione dei simulacri- a generare il territorio”, Jean Baudrillard, “Simulacres et Simulation”, 1981.
[...]
Dopo lo sversamento all’esterno dei laboratori di ricerca dei modelli linguistici seguito al lancio di ChatGPT, informatica e politica sembrano preda di un pensiero molto simile a quello dei cartografi del racconto di Borges. La sana fiducia nell’utilità di modelli matematici per predire il comportamento del mondo fisico si è tramutata in fede cieca e assoluta. Secondo le imprese della Silicon Valley (e i loro protettori alla Casa Bianca) dovremmo prendere questi modelli a nostra “mappa del mondo”, per orientarci nel prendere decisioni importanti, soprattutto in emergenza.
A quanto pare, Google Chrome sta operando all'insaputa degli utenti: come ha scoperto l'esperto Alexander Hanff, il browser scarica automaticamente un modello di intelligenza artificiale da circa 4 GByte sui dispositivi degli utenti, senza richiedere un consenso esplicito. Hanffha individuato nel browser il file denominato weights.bin e associato al modello Gemini Nano, che viene installato nella cartella OptGuideOnDeviceModel e si reinstalla anche dopo la rimozione manuale. Secondo l'analisi tecnica, Chrome «non chiede, non mostra nulla, non lo rende visibile» e la reinstallazione automatica avviene «ogni volta che Chrome viene riavviato».
Il modello Gemini Nano è utilizzato da Chrome per funzioni AI locali come scrittura assistita, rilevamento di truffe e strumenti linguistici. L'elaborazione sul dispositivo riduce la dipendenza dal cloud, ma richiede una quantità significativa di spazio su disco e banda. Hanff osserva che un file di queste dimensioni può creare problemi concreti per chi utilizza SSD di capacità ridotta o connessioni con limiti di traffico. La ricostruzione evidenzia anche un possibile impatto legale. Hanff sostiene che l'installazione automatica potrebbe violare norme europee come l'articolo 5(3) della direttiva ePrivacy, che richiede un consenso «previo, libero, specifico, informato e inequivocabile» per la memorizzazione di dati sui dispositivi degli utenti. Il ricercatore afferma che Chrome «non soddisfa nessuno di questi criteri».
Oltre agli aspetti di privacy, l'analisi include una stima dell'impatto ambientale. Hanff calcola che la distribuzione del modello su larga scala possa generare tra 6.000 e 60.000 tonnellate di CO2 equivalente, considerando solo il trasferimento dei dati. La stima non include eventuali aggiornamenti futuri o reinstallazioni ripetute. Ulteriori verifiche mostrano che la presenza del modello può essere rilevata solo esplorando manualmente le cartelle del profilo utente o monitorando l'occupazione del disco. In alcuni casi, utenti hanno segnalato la presenza di più versioni del modello, con un consumo complessivo di oltre 12 GB.
PALESTRA DIGITALE - PARTE 2 - LABORATORIO DI AUTODIFESA DALLE BIG TECH Presso Vivéro, via Antonio Raimondi 37 - Roma, il 12 maggio dalle 18,30.
Dopo la partecipatissima e stimolante serata passata insieme nel primo appuntamento della palestra digitale, continuiamo a costruire il percorso per liberarci dal dominio dei giganti del tech, riappropriarci degli strumenti digitali e creare insieme un’alternativa conviviale. Qui un resoconto del primo appuntamento
Questa volta parleremo e smanetteremo a proposito di cloud, messaggistica e social network
Laboratorio aperto a tuttə, con qualunque livello di esperienza (anche a chi non è venut@ al primo incontro!)
Porta con te pc e/o telefono.
In apertura e durante...aperitivo a sostegno degli spazi.
Martedì 12 maggio dalle 18:30
Vivèro - luogo di quartiere - via A. Raimondi 37, Roma
Il Laboratorio è organizzato da Avana e dal gruppo di ricerca C.I.R.C.E.
a cura di Rotta Genuina e Vivèro-luogo di quartiere
La partecipazione è grauita, ma se vi iscrivete è meglio! ;) https://cryptpad.fr/form/#/2/form/view/jUZM-YSRFU2603KbfgsC5aURznUyWVQPtx7qk2+Cb5Y/
Appuntamento il 12 mag, 18:30 a Vivéro, via Antonio Raimondi 37, Roma.
Il 30 aprile la puntata di Fahrenheit ha ospitato Agnese Trocchi, ricercatrice di CIRCE e autrice del libro Internet Mon Amour (Altraeconomia) e Leonardo Bianchi, giornalista e scrittore, curatore di Complotti!, una newsletter di Internazionale sul complottismo.
Da Gesù al mafioso: Trump il banalizzatore. Partendo da qui hanno parlato della propaganda nelle piattaforme digitali, del funzionamento dei social media commerciali, delle tecnologie conviviali e naturalmente di Internet Mon Amour: il pentamerone hacker, sci-fi, femminista di cui è autrice Agnese Trocchi.
Ascolta l'audio
Dopo vari attacchi ai grandi centri di elaborazione dati fondamentali per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, si sta pensando a come proteggerli
La guerra in Medio Oriente è iniziata in un momento delicato per i paesi del Golfo, impegnati da anni in una corsa alla costruzione di grandi data center per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale (AI). Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti si erano proposti come centri regionali per il settore, attirando investimenti miliardari da aziende come Nvidia, Amazon e Microsoft, grazie alla loro posizione geografica – tra Europa, Asia e Africa – e al basso costo dell’energia. Nel giro di poche settimane, la guerra ha messo tutto in discussione.
Ai primi di marzo il regime iraniano cominciò a rispondere agli attacchi di Stati Uniti e Israele colpendo proprio i paesi del Golfo, tra i principali alleati statunitensi nella regione. In particolare, l’Iran attaccò tre data center, negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, di proprietà di Amazon Web Services, la divisione di Amazon che si occupa di cloud, ovvero di sistemi di archiviazione esterna che consentono di accedere a file o servizi via internet. Nei giorni successivi un attacco statunitense colpì un data center di Bank Sepah, la principale banca iraniana
Nel giro di pochi giorni, i data center si sono ritrovati al centro della guerra. Da allora il settore tecnologico si è messo in cerca di soluzioni per proteggere i data center, specie nelle zone di guerra.
Il 21 aprile 2026, presso Vivèro, luogo di quartiere, al Pigneto di Roma, Rotta Genuina e Vivèro hanno organizzato il primo incontro di Palestra DIgitale.
I "sensei" della palestra sono state le persone di AvANa e di C.I.R.C.E., che hanno condotto la trentina di persone presenti, armate di curiosità, computer e smartphone, in un allenamento per disertare le tecnologie del dominio in favore di tecnologie conviviali.
La palestra digitale è un luogo per allenare i muscoli dell'immaginazione, è un posto dove ci alleniamo a disertare le tecnologie del dominio e a sviluppare relazioni ecologiche con macchine conviviali. Tecnologie conviviali sono tutte quelle macchine progettate per farci stare bene, insieme o da sole. Disertiamo tutte quelle tecnologie che sono progettate per fare la guerra, per l'oppressione e il genocidio, per lo sfruttamento del pianeta, per la manipolazione e l'oppressione delle specie viventi attraverso l'estrazione dei dati e metadati. Disertiamo Google, Microsoft, Meta e i social media genocidiari! Sporchiamoci le mani e scopriamo come stare bene insieme alle macchine e alle nostre comunità.
La Palestra Digitale nasce da un desiderio collettivo che ha preso forma dopo l'iniziativa "Hackerare i dispositivi digitali per restituirli all'uso -Dal laboratorio Palestina alle strategie di sabotaggio e consapevolezza digitale", che si è tenuta il 12 febbraio a Vivèro.
Se volete potete ascoltare la registrazione dell'incontro del 12 febbraio.
Continua a leggere come è andata la palestra digitale del 21 aprile sul sito di C.I.R.C.E.
Pedagogia Hacker in diretta il 1° maggio ore 16-18 su RadioPlaza.
Poche chiAcchiere; tAnta roba! La tecnica avanza; scatenata. Schiavista, fascista, autoritaria. La finanza corrompe e specula. La guerra distrugge. La macchina travolge. Il buio pesto incombe; urge uno spiraglio. Arroganti, criminali e ignoranti: il vecchiume ammorba; urge (ancora!) utopiA.
“Prima di trovarti solo con la paura di non tornare a lavoro”
Ecco OCCHIO ALL’INGRANAGGIO! Lotta creativa, ribellione necessaria; fantapolitica dal basso e autonomia, substrato vivo dell’utopia. Che si fa? Chi c’è? Come va?
Viva il Primo Maggio! Antifascista, Antirazzista, Antimilitarista, Antisessista, Antispecista, Anticapitalista.
Per tuttututtetuttiekkyunkwueAltrui, dalle 10 alle 22 in Piazza Roma (ex scialéh) a Marigliano (NA) INGRESSO LIBERO
Pagina dell'evento qui
In questa puntata di Hackordie, in onda un martedì si e uno no su Radio Città Fujiko:
C'è una tendenza, c'è un movimento che sta prendendo abbastanza forza per liberarsi del monopolio della tecnologia prodotta dalla Silicon Valley.
Quando sosteniamo che la tecnologia non è mai neutra e anzi è politica, una delle risposte che più spesso ci viene rivolte, una delle obiezioni più comuni, è che gli strumenti sono neutri ma dipende dall'uso che ne facciamo.
È interessante notare però come al cambiare della situazione politica internazionale cambino anche gli approcci alla tecnologia e ciò conferma che la tecnologia, non solo non è neutra, ma è anche pienamente politica.
L'esempio più importante e più significativo degli ultimi anni è il fatto che i governi europei, l'Unione Europea stessa, stiano iniziando dei percorsi in modo variato, magari un po' precario, ma comunque stiano iniziando dei percorsi per rendersi indipendenti dalle tecnologie americane, dalle tecnologie prodotte nella Silicon Valley.
Nella seconda parte di puntats si parla della suite drive di Cryptpad ospitata su Disroot.org