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Pillole di informazione digitale

Segnalazioni di articoli su diritti digitali, software libero, open data, didattica, tecno-controllo, privacy, big data, AI, Machine learning...

Milano, 10 e 11 febbraio 2023 - 14 e 15 aprile 2023
MONDI, LINGUAGGI E IMMAGINARI ADOLESCENTI: AMBIENTI DIGITALI, CULTURA HIP-HOP E NERD

Chi lavora con gli adolescenti sa che le nuove forme di sofferenza a cui assistiamo non nascono con la pandemia, quello che è successo negli ultimi anni ha solo amplificato i sintomi, e ce li ha resi più evidenti…

Anche quest'anno C.I.R.C.E. collabora con la Rete Metodi nel quadro del CORSO ALTA FORMAZIONE PER IL LAVORO CON GLI ADOLESCENTI

Programma 3° Modulo: MONDI, LINGUAGGI E IMMAGINARI ADOLESCENTI: AMBIENTI DIGITALI, CULTURA HIP-HOP E NERD (10 e 11 febbraio 2023 e 14 e 15 aprile 2023)

Curiosare dietro lo schermo, smontare e rimontare / Pratiche ecologiche di relazione con le macchine / Tecnologie e pensiero critico / Pedagogia hacker / Apprendimento esperienziale nel dark web / Apprendere riflessivamente da youtube / Autobiografia e letteratura in rima / Graffiti writing nel lavoro educativo / La musica trap, risorse e contraddizioni / Territori fantastici, supereroi, utopie e distopie, anime, manga, cosplay per prendersi cura di sé / Storytelling fantastico, fan fiction e fiction speculativa nei gruppi di adolescenti

il programma completo

Metodi propone una serie di seminari online per pensare al lavoro educativo e formativo nel digitale con gli adolescenti con un approccio esperienziale, consapevole, “ecologico”.

Per ulteriori informazioni: alieni@retemetodi.it

Tra il 2019 e il 2021 le 25 maggiori società tecnologiche non avrebbero pagato circa 36,3 miliardi di euro di imposte. Quello dell'evasione fiscale da parte delle Big Tech è un problema che si può risolvere? Se sì, come?

La procura di Milano ha aperto un fascicolo per un omesso versamento dell’IVA da parte di Meta, l’azienda che gestisce Facebook, Instagram e WhatsApp, che ammonta a circa 870 milioni di euro.

La notizia è stata riportata per la prima volta dal Fatto Quotidiano, che mercoledì ha scritto che l’indagine è stata avviata dalla Procura europea e che è passata poi «per competenza» alla procura di Milano. Il problema contestato a Meta è che le piattaforme che gestisce consentono agli utenti di iscriversi gratuitamente ma allo stesso tempo la società ottiene i loro dati personali che consentono di generare profitti: si tratta di una sorta di “merce di scambio” e di conseguenza Meta dovrebbe versare l’IVA su questo scambio. La cifra di 870 milioni di euro risulta da questo mancato pagamento tra il 2015 e il 2021.

Leggi l'articolo completo su Giornalettismo

Pennellate digitalmente perfette di statistiche del mondo, video di telecamere di sorveglianza da guardare sugli orologi del personale di sala, esplorazione di mondi su schermi verticali, come video istantanei e allo stesso tempo infiniti: la mostra Digital Antibodies al museo MAXXI di Roma riesce nell’intento di de-condizionare la mente dei visitatori nel consumare contenuti digitali in modi del tutto inaspettati.

È la “Spectacular miscalculation of global asymmetry” (Spettacolari errori di calcolo di globale asimmetria) di Correale ad aprire lo spazio espositivo, che diventa una sorta di ufficio di una multinazionale dove si passeggia tra computer che proiettano video in loop come se le macchine avessero una vita propria in nostra assenza, mentre sulle pareti le tele di apparenti pennellate astratte rappresentano dati e statistiche ben definite su fenomeni che riguardano la popolazione mondiale.

In queste tele la scelta di Correale è “usare i dati come strumenti di decolonizzazione e nuovo lessico realista”, come ha spiegato durante una Conversazione d’artista insieme al duo Eva e Franco Mattes, una strategia di resistenza alle decisioni algoritmiche arbitrarie che usano i dati perpetuando discriminazioni e disuguaglianze.

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Abbiamo parlato con il co-fondatore della comunità di attivisti hacker che hanno come obiettivo quello della protezione dei dati personali degli italiani online

Giornalettismo ha trattato in diverse occasioni le tematiche riguardanti il caso Google Analytics e il trasferimento di dati presso Paesi Terzi. Questioni affrontate anche a livello normativo sia dall’Italia che dall’Europa, con interventi che hanno modificato quello status quo divenuto una vera e propria routine. Ma cosa accade se anche la Pubblica Amministrazione non riesce a rimettersi al passo utilizzando strumenti in linea con gli impianti legislativi forniti dallo European Data Protection Board? Ne abbiamo parlato con Giacomo Tesio, co-fondatore di Monitora PA, la comunità italiana di hacker attivisti che ha come obiettivo primario quello di proteggere i dati riservati degli italiani.

Leggi l'intervista integrale sul sito "Giornalettismo".

Leggi anche "Come hanno reagito gli Atenei italiani alla richiesta di smettere di utilizzare i servizi di Google?"

Leggi anche la seconda parte dell'intervista

Entro il 28 Febbraio le scuole devono comunicare al MIM i progetti che intendono realizzare con i fondi ricevuti dal PNRR. In vista di ciò la CUB Scuola Università e Ricerca organizza un incontro online e uno in presenza con streaming online per fornire consulenza a RSU, docenti iscritti e simpatizzanti su come redarre i progetti.

Ecco le date:

  • Lunedì 20 ore 18.00
  • Giovedì 23 ore 14.00

Qui trovate il formulario per l'iscrizione

In allegato un documento per chi ha fretta e vuole le informazioni-chiave per orientarsi in pochi minuti, composto nella forma di domande e risposte ai dubbi più comuni.

FAQ per governare il PNRR...

...invece di farsi governare...

Tutto quello che dovete sapere prima del 28 Febbraio per evitare un massivo trasferimento di fondi pubblici nelle tasche di poche aziende private, in violazione delle normative sulla pubblica acquisizione di software (CAD – codice dell’amministrazione digitale) e del regolamento europeo per la protezione dei dati personali (GDPR).

La spesa pubblica italiana ha creato un mercato nazionale oramai saturo pronto a spingersi all’estero. Ma l’Italia non è pronta per controllarlo

Un'inchiesta di IRPI media Italia.

Il 10 marzo 2022 il Parlamento europeo ha istituito la commissione speciale PEGA per investigare sugli abusi compiuti da alcuni Stati membri che hanno usato lo spyware Pegasus, prodotto dall’azienda israeliana NSO, contro giornalisti e avversari politici. Questa tecnologia, considerata tra le più efficaci nel mondo della sorveglianza, ha dato prova di essere in grado di rivelare il contenuto e le attività degli smartphone sui quali viene installata all’insaputa del bersaglio. Tuttavia la strutturale mancanza di controlli su chi l’acquista ha spesso fatto sì che gli spyware venissero utilizzati da governi o forze di polizia repressive, se non da vere e proprie organizzazioni criminali.

Ma l’attività di PEGA, concentrata esclusivamente sui prodotti dell’azienda israeliana, rischia di lasciare campo libero alle altre aziende europee. Gli Stati membri possono contare infatti su una vasta offerta assicurata dalla grande quantità di società, prime fra tutte quelle italiane. Lo ha ricordato, lo scorso agosto, l’esperto di sicurezza informatica membro del Security Lab di Amnesty International, Claudio Guarnieri, quando è stato audito dalla commissione investigativa speciale: in Europa ci sono almeno nove aziende note produttrici di spyware, e sei di queste in Italia.

Leggi l'inchiesta sul siti di IRPI Italia

Fin dal 2015, con il referendum sulla Brexit e l’elezione di Donald Trump, sappiamo che la manipolazione dell’opinione pubblica nell’epoca di internet è passata a un livello industriale. Ma la vera sorpresa della vicenda Team Jorge, rivelata il 15 febbraio da un consorzio di giornalisti di tutto il mondo tra cui anche quelli di Radio France, non riguarda l’esistenza di queste pratiche, bensì la loro portata.

Nella notizia arrivata il 15 febbraio c’è qualcosa di specifico (e nuovo): la passività degli stati e la complicità, attiva o meno, delle grandi multinazionali della tecnologia, soprattutto statunitensi.

L’inchiesta, avviata dall’ong francese Forbidden stories, ha rivelato l’esistenza di un’azienda israeliana, Team Jorge, fondata da ex militari, che vende prestazioni diverse da qualsiasi altra

Leggi l'articolo sul sito di Internazionale

L'articolo del Guardian e quello su Haaretz

La registrazione di un webinar in cui Maria Chiara Pievatolo e Giacomo Tesio hanno provato a spiegare i problemi di Google & friends ad un gruppo di docenti delle superiori.

Il webinar è avvenuto sulla piattaforma di videoconferenza BBB messa a disposizione dal GARR.

Potete vederla nella piattaforma del GARR

La possibilità di usufruire di dispositivi digitali – ma anche il possesso di competenze adeguate per sfruttarli al meglio – rappresenta una delle sfide che il sistema educativo italiano è chiamato ad affrontare nei prossimi anni. Per raggiungere questo obiettivo, il nostro paese ha adottato il cosiddetto piano “Scuola 4.0“. A questo progetto contribuisce anche il Pnrr con un investimento da 2,1 miliardi di euro.

Un decreto del ministero dell’istruzione pubblicato lo scorso settembre ha distribuito tra gli istituti scolastici italiani una parte di questi fondi destinati in particolare a progetti nuovi. Altri atti pubblicati in precedenza invece avevano dirottato parte degli investimenti su progetti già in essere. La palla adesso passa agli istituti scolastici che dovranno presentare a stretto giro i progetti che intendono realizzare con i fondi assegnati. Un passaggio non scontato. Anche nel caso delle scuole infatti la carenza di personale amministrativo e di competenze adeguate può costituire un ostacolo.

Leggi l'approfondimento completo su Openpolis

Programmatori, gig workers, personale di logistica, sistemiste, grafici, ma anche minatori di metalli rari o chi lavora alla catena di montaggio dell’hardware: sono accomunati dall’appartenenza a un unico, complesso sistema produttivo che in molti casi ha tradito le promesse di benessere sociale. Chi li tutela?

Indice degli argomenti

  • Cambiare dall’interno i meccanismi con cui si crea la tecnologia
  • Il mercato del lavoro ICT
    • Body rental e consulenza
  • Università e formazione
  • I costi ambientali della tecnologia
  • Evoluzione culturale nell’ambito digitale
  • Conclusioni

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