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Pillole di informazione digitale

Segnalazioni di articoli su diritti digitali, software libero, open data, didattica, tecno-controllo, privacy, big data, AI, Machine learning...

“All’inizio c’era l’idea che la tecnologia potesse risolvere i problemi”, dice nel video Andrew G. Ferguson, saggista e docente di diritto statunitense. “Offriva alle forze dell’ordine la possibilità di fare di più con meno risorse”.

Le attività di polizia predittiva si basano sull’uso di metodi statistici per anticipare e quindi evitare la commissione di reati, come nel film di Steven Spielberg Minority Report. Negli ultimi anni questa tecnologia è diventata sempre più sofisticata e in varie città statunitensi sono stati sperimentati dei software che, attraverso la combinazione di diversi tipi di dati, avrebbero dovuto individuare i soggetti più inclini a commettere un crimine violento. Il loro uso ha scatenato polemiche e preoccupazioni per la tutela dei diritti umani.

I sostenitori di questi sistemi sostengono che questi software, escludendo la valutazione umana con i suoi pregiudizi, permetterebbero alle forze di polizia di agire in maniera più equa. Ma anche su questo sono stati sollevati dei dubbi: “Se nei dati inseriti è presente un pregiudizio razziale, anche i risultati conterranno lo stesso pregiudizio”, spiega Ferguson.

Guarda il video della Thomson Reuters Foundation sul sito di Internazionale.

Cancelli, Cancellini e cancelletti.

Una recensione di Giuliano Milani.

Trovate la recensione della seconda edizione di "Formare a distanza?" nel numero 1387 del 4 dicembre di Internazionale .

Potete leggerla nella scansione della pagina.

è arrivata la seconda edizione di "formare... a distanza?"

Si trova anche in libreria, 212 pagine di contributi su Inventare, Raccontare e Didattica a distanza.

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Didattica a distanza, formazione a distanza... Cosa vuol dire formare a distanza? È possibile? Come? Il libro raccoglie una serie di contributi che raccontano, fra entusiasmi e frustrazioni, relazioni formative «da lontano», apprendimenti attraverso gli schermi digitali.

Con questa seconda edizione rivista, corretta e ampliata, formare a distanza è disponibile in libreria grazie a Ledizioni

Leggi indice e alcuni contributi nel sito di C.I.R.C.E.

Da Microsoft a ActivTrak: secondo uno studio Usa, il settore del monitoraggio crescerà a dismisura. Sono le “sentinelle dello smart worker”, quelle che controllano - col fucile spianato dall’altra parte dello schermo - che il lavoratore da remoto sia costantemente produttivo. Si tratta delle app per il controllo a distanza dei dipendenti e negli Stati Uniti sono sempre di più: si va da quelle che comunicano ai capi dati sui siti web consultati a quelle che fanno gli screenshot delle schermate. E ora ci si mette anche Microsoft: un nuovo tool, chiamato Productivity Score, annunciato durante la conferenza annuale degli sviluppatori, mostra ai datori di lavoro come i propri dipendenti utilizzano i servizi di Microsoft 365 come Outlook, Teams, SharePoint e OneDrive.

Ma può esistere uno smart working senza controllo sulla vita delle persone? Secondo Michel Martone, giurista e accademico, autore del libro “Il lavoro da remoto - Per una riforma dello smart working oltre l’emergenza”, sì: “Il datore di lavoro ha bisogno di controllare - spiega ad HuffPost - ma dovrebbe controllare i risultati del lavoro, non la persona”.

Leggi l'articolo completo di Di Ilaria Betti

Non tutte le scuole hanno risorse formate per rivestire un ruolo strategico nell’innovazione e nella digitalizzazione. Servirebbero laureati in informatica, ingegneria e così via. Per questo in molti sperano nella figura dell’Assistente Tecnico Informatico. Ma l’esperienza delle scuole è costellata di luci e ombre.

Le persone sono la chiave di volta. Occorre formazione adeguata, qualificata, certificata e obbligatoria, per saper scegliere le soluzioni tecnologiche adatte ai diversi contesti. Non tutte le scuole posseggono risorse umane formate opportunamente per rivestire un ruolo strategico nell’innovazione e nella digitalizzazione.

Leggi l'articolo completo di Nicoletta Vitali

Entro il 2025 tutti i siti Web europei compreso quelli del settore privato dovranno sottostare ai requisiti tecnici dell’accessibilità ma quali modelli possiamo seguire per programmare questo adeguamento?

La direttiva europea sull’accessibilità di prodotti e servizi (siti web inclusi) entrerà in vigore fra qualche anno e visto l’impegno previsto e le sanzioni (legali) inevitabili che già si sono viste all’opera anche in Italia per cookies e privacy è opportuno cominciare a domandarsi come attrezzarsi e verso quali direzioni procedere per l’adeguamento.

Leggi l'articolo completo su scacco al web

I sistemi informatici sono diversi da regione a regione e faticano a dialogare anche all'interno delle stesse ASL e ospedali, e nell'epidemia si sono visti i risultati.

Umberto Rosini, responsabile dei sistemi informativi per la Protezione Civile, l’uomo che concretamente gestisce la raccolta dei dati quotidiani sull’epidemia, ha spiegato che oltre alle infrastrutture «manca la formazione delle persone che devono andare a caricare il dato».

«È una questione di conoscenza del dato e di saperlo gestire: noi possiamo mettere su qualsiasi struttura, qualsiasi collegamento tra le amministrazioni, ma di fatto quel dato deve essere inserito lì da qualcuno». Il fattore umano è «importantissimo» secondo Rosini, e la formazione del personale è ancor più fondamentale delle risorse tecnologiche, che a suo avviso ci sarebbero.

Leggi l'articolo completo su "Il Post".

Amazon Ring e non solo: coi nuovi ritrovati della “casa intelligente” ci stiamo costruendo da soli un network di sorveglianza a uso e consumo delle forze dell'ordine

A Jackson, Mississippi – secondo il racconto della Electronic Frontier Foundation, no profit in difesa della privacy – “il centro controllo della polizia condurrà un programma pilota di 45 giorni per visualizzare in streaming ciò che viene ripreso dalle videocamere dei negozi e delle casa, comprese quelle di Amazon Ring, che partecipano al programma”. Leggi tutto su Wired

Cina. Sotto la spinta dell’opinione pubblica cinese, per la prima volta una metropoli ha presentato una bozza di legge per arginare il riconoscimento facciale all’interno dei complessi residenziali. Spesso in Occidente rimaniamo impressionati dalla facilità con la quale la tecnologia è entrata nella vita quotidiana dei cinesi. Certi aspetti di questo tema, per altro, ci riguardano da vicino e faremmo bene a osservare cosa accade in un posto così lontano, ma pur sempre inserito – sebbene con le proprie «caratteristiche» – all’interno di un contesto globale.

Uno degli aspetti più rilevanti è senza dubbio quello del riconoscimento facciale, ormai utilizzato in molte attività e luoghi anche in Occidente, spesso senza neanche il consenso, o quanto meno un parere, della cittadinanza.

Leggi l'articolo completo di Simone Pieranni su il Manifesto

Nella prima parte della puntata si parla di copyright, prendendo spunto dalla vicenda di youtube-dl programma che permette di scaricare audio e video da youtube - che nel mese scorso è stato prima oscurato da GitHub in seguito alle richieste della RIAA (la SIAE statunitense) e poi rimesso online in seguito alle proteste di utenti e sviluppatori. Un caso controverso, dato che si tratta in maniera solo molto indiretta di uno strumento per aggirare i sistemi di protezione del copyright! Questo ci da un'idea di come il meccanismo censorio che sta intorno al copyright non sia affatto finito, nonostante ci possa sembrare che negli ultimi anni questo si sia alleggerito.

Un altro esempio interessante in tal senso è quello della censura del progetto Gutenberg in Italia. Il progetto - che si occupa di pubblicare online testi in pubblico dominio ed è a tutti gli effetti la prima biblioteca digitale - è stato messo nel calderone dei canali Telegram che pubblicavano scansioni di quotidiani per motivi ad oggi non del tutto chiari.

Conclusione con una breve storia di alcune delle mosse più brillanti dell'industria delle stampanti. Un'industria che ha cercato di estrarre quanti più profitti possibile in un settore industriale oggettivamente non frenetico e che ora ha la sua ultima evoluzione con il concetto di "Stampa come servizio" che ti consente di utilizzare la tua stampante come se dovessi andare in copisteria.

Ascolta sul sito di Rdio Onda Rossa