Pillole

Pillole di informazione digitale

Segnalazioni di articoli su diritti digitali, software libero, open data, didattica, tecno-controllo, privacy, big data, AI, Machine learning...

Nelle cinque puntate Juan Carlos De Martin, Co-Direttore del centro Nexa, seguendo il filo logico del suo libro del 2023 dedicato allo stesso argomento, racconta la storia e le implicazioni di una tecnologia rivoluzionaria, necessaria e utile, ma opaca e infedele.

Dispositivi tecnologici che impattano pesantemente sulle nostre vite e il cui controllo è nelle sole mani delle big tech. Algoritmi e sensori che predano i dati di cittadini spesso inconsapevoli, talvolta senza strumenti. La politica che fatica a tenere il passo: scarsa conoscenza, inquadramenti tardivi e qualche volta inefficaci. Eppure il governo della tecnologia ha bisogno della politica e delle democrazie, di decisori e di cittadini.

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Un enorme archivio per studenti e ricercatori con più di sessanta milioni di libri gratuiti, ora il dominio di annas-archive.org è stato sospeso. Mentre effettuava il “backup di Spotify”

L’ultimo aggiornamento racconta solo un dettaglio di una storia molto più grande. Un dettaglio, oltretutto, che non ha riscontri pratici. Eccolo: da una settimana chi prova a digitare l’indirizzo annas-archive.org si trova davanti alla scritta: «server hold». Significa che il dominio è stato sospeso. Non funziona il sito, non si può accedere, né inviare mail. Nulla. La cosa non ha grandi conseguenze perché chi ha allestito il sito ha già fornito decine di altri indirizzi per consentire l’accesso alla sua biblioteca. Immensa, sterminata biblioteca. Perché come sa chiunque, che studi o che abbia un figlio all’università, Anna’s Archive ha nei suoi “scaffali” più di sessanta milioni di libri, quasi cento milioni di documenti ed un numero imprecisato di schede e mappe.

Tutti testi universitari, tutto materiale che costa centinaia, quando non migliaia di dollari, controllato da un monopolio costruito da tre, quattro società americane. Ed Anna’s Archive ha semplicemente reso fruibile per tutti quel patrimonio di conoscenza. Senza scopo di lucro, con l’obbiettivo – che non si può che definire “politico” – di rendere universale il diritto al sapere. Per gli studenti, per i professori. In tutto il mondo, visto che la conferenza dei rettori dell’India neanche due anni fa chiese alle autorità del loro paese di non bloccare l’accesso al sito, perché ormai era diventato uno strumento insostituibile per gli studenti e per le stesse biblioteche di facoltà.

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Puntata con aggiornamenti vari su disinformazione, censure, alleanze tra BigTech e Usa che mettono in crisi le nostre posizioni. A rallegrarci ci pensa Martha Root e la sua azione contro i siti di dating dei suprematisti bianchi.

La disinformazione israeliana continua a trovare un alleato in Google: questa volta la campagna riguarda le ONG sotto attacco.

Prosegue il braccio di ferro tra l'Agcom e Cloudflare riguardo al Piracy Shield e alla censura sul DNS: alla multa di Agcom, la risposta potrebbe arrivare dal governo Usa, di cui Cloudflare invoca la protezione.

All'ultima edizione del CCC - Chaos Communication Congress - una delle presentazioni mostrava come ci si è potute infiltrare dentro ad un sito di dating di stampo suprematista, riservato a persone bianche, con l'uso di un chatbot. Come ciliegina sulla torta, i dati sono stati pubblicati e il sito cancellato.

Conclusione con un approfondimento sul blocco di Internet in Iran. Mentre le proteste vanno avanti, la sera dell'8 Gennaio il blocco è diventato pressoché totale: dall'Iran non c'è più connettività con altri paesi.

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Attraverso Google Ads, Israele sta promuovendo contenuti contro MSF, cercando di imporre la propria narrazione sulla crisi umanitaria nella Striscia di Gaza.

Dal 1° gennaio 2026 oltre trenta organizzazioni umanitarie internazionali non possono più operare nella Striscia di Gaza. Tra queste, Medici Senza Frontiere (MSF). Secondo Israele non hanno rispettato i requisiti di registrazione introdotti nel marzo 2025 e fornito garanzie sufficienti per escludere legami con gruppi terroristici, in particolare Hamas e Jihad Islamica. Una posizione che Israele sta portando avanti attraverso una campagna strutturata di sponsorizzazioni su Google Italia. Chi cerca infatti sul motore di ricerca "Israele e Medici senza Frontiere" trova come primo risultato un documento diffamatorio contro MSF. Per farlo comparire in cima è bastato pagare.

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Il 2026 inizia con l'attacco al Venezuela, chiaramente motivato dal petrolio. Cosa si può dire di Taiwan? Quanto incide la produzione di chip sull'isola sugli equilibri geopolitici? Partiamo da lì, passiamo dai costi della RAM, e proviamo a fare qualche ragionamento sul tanto temuto (o auspicato?) scoppio della bolla dell'intelligenza artificiale.

Notiziole:

  • In Uzbekistan, un leak nel sistema di sorveglianza delle automobili ne mostra il funzionamento e la pervasività
  • TikTok diventerà a guida Oracle, e le personalità più in vista sono decisamente schierate con il sionismo
  • L'Europa si accorge di essere alla mercé delle norme statunitensi (in particolare il Cloud Act) sull'accesso ai dati. Sarà la volta buona per sviluppare soluzioni alternative a quelle fornite dalle Big Tech statunitensi?
  • L'antitrust italiana sanziona Apple per delle regole sull'App Store riguardanti la privacy; e ordina a Meta di ammettere anche chatbot concorrenti su WhatsApp

Il colosso aeronautico prepara una gara da oltre 50 milioni per portare sistemi e dati mission critical su un cloud europeo «digitalmente sovrano» e ridurre i rischi legati al CLOUD Act Usa

Airbus vuole mettere in discussione una delle dipendenze più profonde dell’industria europea: quella da Amazon, Google e Microsoft. Lo ha detto la vicepresidente per gli Affari digitali del colosso europeo dell’aeronautica, Catherine Jestin, citata dall’emittente francese Bfm, secondo cui il gruppo starebbe preparando una gara per portare applicazioni e dati «mission critical» su un cloud europeo «digitalmente sovrano», con l’obiettivo esplicito di ridurre l’esposizione a norme Usa come il CLOUD Act (la legge del 2018 che può obbligare i provider cloud sotto giurisdizione americana a consegnare dati che controllano, anche se quei dati sono conservati in Europa). La partita si aprirà all’inizio di gennaio 2026 e vale oltre 50 milioni di euro su un orizzonte fino a dieci anni.

  • Che cosa vuole spostare Airbus
  • La gara
  • Concorrenza e lock-in: la partita europea sul cloud
  • L’«80/20» di Jestin
  • Il convitato di pietra (Cloud ACT)
  • Perché Airbus accelera adesso

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“Negli ultimi 30 anni i governanti europei hanno rinunciato a controllare le reti chiave per la gestione delle informazioni. Le hanno lasciate in mano ai giganti digitali Usa. Così l’Europa ha perso la sua indipendenza”

Intervista a tutto campo di TPI a Juan Carlo De Martin, professore di ingegneria informatica al Politecnico di Torino, autore di "Contro lo Smartphone".

Nella conversazione De Martin si esprime non solo sulla computerizzazione del mondo e sul pericolo proveniente dalle Big Tech USA, ma anche sul ruolo che potrebbe avere l'Europa se solo abbandonasse la corsa al riarmo e investisse in ricerca, sviluppo e istruzione.
In sostanza: è giunto il momento per gli europei di riconoscere apertamente che si è chiusa una fase storica e puntare su rapporti il più possibile pacifici e collaborativi con il resto del mondo

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Iniziamo con la multa della commissione europea ai danni di X: leggiamo le motivazioni e cerchiamo di capire se davvero, come alcuni dicono, è cambiata la musica per le Big Tech, con una Unione Europea più interventista.

In Irlanda la ICCL apre un procedimento contro Microsoft presso la commissione per la protezione dei dati dell'Unione Europea per la fornitura di servizi all'esercito israeliano, in particolare l'esteso sistema di raccolta di tutte le intercettazioni di tutte le persone a Gaza. Quando la notizia è diventata pubblica, la Microsoft ha interrotto l'accordo (pur mantenendo molti altri legami con Israele).

Usare le VPN tutela la vostra privacy? Dipende dalla VPN: il caso di Urban VPN Proxy è, come per tutte le VPN gratuite, negativo.

Anna's Archive annuncia un backup completo di Spotify, con 300TB di musica e metadati. Si tratterebbe del più grande archivio pubblico di musica.

Notiziole

  • Nuovi poteri alla polizia di Berlino, soprattutto su tematiche legate all'acquisizione di dati, alla sorveglianza tramite malware, l'uso di bodycam e addirittura la possibilità di usare i dati raccolti in fase di indagine per addestrare l'intelligenza artificiale
  • In India il governo lancia la app di sorveglianza obbligatoria su ogni smartphone, ma il provvedimento dura 24 ore.
  • Ennesimo ban in Russia, proibito Roblox; è un altro avanzamento per RuNet, con crescente malcontento
  • No, l'IA non vi ruberà il lavoro. L'esperimento di far gestire una macchinetta per la vendita di bibite e snack ad un'intelligenza artificiale è un fallimento (per la ditta) su tutta la linea: bibite vendute a zero euro assieme a pesci vivi e cubi di metallo, crisi di identità per l'IA e il licenziamento di un Ceo virtuale
  • Ennesima frontiera dell'IoT: farsi spiare da dentro la tazza del bagno

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“Assalto alle piattaforme” è il libro di Kenobit, uscito settimana scorsa per Agenzia X.
Di sperimentazioni come queste ne sentivamo il bisogno e ci piace leggere la testimonianza diretta da un artista che nei social c’è cresciuto e ad oggi condivide una visione mondiale di “via d’uscita”.

O come dice lui nella sua newsletter:

Parla del rapporto tossico che abbiamo con le piattaforme commerciali, analizza i meccanismi che ci rubano il tempo, racconta il grande inganno della content creation e propone un percorso concreto per smettere di sostenere il capitalismo digitale e rivendicare una dimensione online che non inquini il mondo e le nostre vite. È frutto di due anni di sperimentazione (cominciati proprio qui, sulla Settimana Sovversiva), tecnologica e umana, e spiega nel modo più semplice possibile le alternative e le pratiche che possono liberarci.

Leggi la recensione su cavallette.noblogs.org

Sono aperte le iscrizioni all'edizione 2026 del Master Studi e Politiche di Genere dell'Università di Roma Tre. Quest'anno il Master prevede due percorsi: uno esclusivamente in presenza e uno esclusivamente online su strumenti liberi. La domanda di ammissione va inviata entro l'11 gennaio 2026. È possibile anche partecipare come uditrici a uno o più moduli.

Nato nel 2001 all’Università Roma Tre, il Master Studi e Politiche di Genere è lo spazio dove trovare strumenti teorici per l’introduzione e l’aggiornamento sulle tendenze e i dibattiti più recenti, sostanziati da un approccio genealogico, che restituisce la ricchezza dei percorsi precedenti, intrapresi da singole, gruppi e movimenti.

Tutto il programma del percorso online è consultabile qui.

Il programma del percorso in presenza è qui.

Per informazioni sulle modalità di iscrizione invece seguire questo link.

Più info su Circex.org