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I motori di ricerca sono neutrali? Oppure ci manipolano? Come tutti gli algoritmi anche i motori di ricerca sono sostanzialmente matematica applicata, basati su grandi numeri (Big Data), cosa che conferisce loro generalmente un’aurea di obiettività.

Uno studio del 2021, dal titolo Visualizing Divergent Search Results Across Geopolitical Borders, di Rodrigo Ochigame e Katherine Ye, ha dato un contribuito alla discussione critica sulla neutralità dei motori di ricerca. Per fare ciò gli autori si sono avvalsi di un’interfaccia sperimentale, Search Atlas (qui l'annuncio del lancio), al fine di comprendere come funziona l’algoritmo di Google, e quali sono le differenze di risultati che presenta agli utenti.

Ad esempio, la ricerca “crimean annexation” mostra risultati differenti a seconda dell’impostazione del motore di ricerca. Per gli utenti russi la ricerca evidenzia che la Crimea è territorio russo, per gli ucraini si parla di “occupazione”, e così via.

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Puntata del 16 maggio 2021.

Nella ricerca delle informazioni su internet è sempre stato importante catalogare i risultati, per esempio utilizzando funzioni di base come i segnalibri. Col passare del tempo si sono affermati sistemi di ricerca più sofisticati basati su dati strutturati accessibili agli utenti, ma hanno avuto ben poco successo... il mondo si è evoluti invece verso sistemi di ricerca che in realtà sono sistemi di raccomandazione di risultati.

Questi sistemi si basano senza ombra di dubbo su strutture e relazioni tra molti dati, ma le strutture fondamentali rimangono oscure all'utente che non può quindi sfruttarli per effettuare ricerche personalizzate, limitandosi quindi ad essere passivo rispetto ai suggerimenti del software. Questa evoluzione si è vista in vari campi, dalle rubriche alle mappe alla ricerca di contenuti specifici, e risulta in una delega nei confronti dei fornitori di servizi che possono introdurre parti di loro esclusivo interesse negli algoritmi di "raccomandazione".

A seguire, la solita razione di notiziole.

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