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Pillole di informazione digitale

Segnalazioni di articoli su diritti digitali, software libero, open data, didattica, tecno-controllo, privacy, big data, AI, Machine learning...

La contestata Clearview Ai, che offre tecnologie di sorveglianza a forze dell'ordine e aziende private, ha tredici foto di Luca Zorloni nel database con cui allena i suoi algoritmi.

Per addestrare i meccanismi di riconoscimento facciale, Clearview Ai, che vende in tutto il mondo tecnologia per il riconoscimento facciale, ha pensato bene di avvalersi dei miliardi di immagini di volti disponibili su internet. Fotografie pubbliche, delle decine in cui potete imbattervi se consultate il programma di un festival, per esempio, o gli albi dei docenti di un’università, online per tutt’altro scopo che aiutare un algoritmo a distinguere un paio di baffi o familiarizzare con il taglio degli occhi.

Leggi l'articolo completo su Wired.

L'identificazione e il controllo biometrico di massa sono incompatibili con una democrazia rispettosa dei diritti umani?

Il Progetto Winston Smith e l'Hermes Center for Transparency and Digital Human Rights stanno organizzando l'edizione primaverile di e-privacy, che si terrà (solo in videoconferenza) il 21 e il 22 maggio 2021, con streaming pubblico su Youtube.

Si parlerà di una società in cui una sorveglianza di massa viene considerata "accettabile" da una maggioranza della popolazione, spaventata da criminalità e pandemia. Siamo nelle migliori condizioni per riscrivere le più fosche pagine dei libri di storia e della letteratura distopica.

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Finanziato dall’Europa, il sistema SARI dovrebbe monitorare le operazioni di sbarco e tutte le varie attività correlate. In altri Stati questa tecnologia è stata già giudicata illegale

Mentre in tutto il mondo si discute dei rischi etici del riconoscimento facciale, della necessità di sospendere queste tecnologie fino a quando non saranno correttamente regolate, o persino di introdurre dei divieti totali al loro utilizzo, la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato ha invece l’esigenza di potenziare le due componenti del Sistema Automatico Riconoscimento Immagini (SARI) acquistato nel 2017: SARI Enterprise e SARI Real-Time.

Leggi l'inchiesta di IRPI Media

Cina. Sotto la spinta dell’opinione pubblica cinese, per la prima volta una metropoli ha presentato una bozza di legge per arginare il riconoscimento facciale all’interno dei complessi residenziali. Spesso in Occidente rimaniamo impressionati dalla facilità con la quale la tecnologia è entrata nella vita quotidiana dei cinesi. Certi aspetti di questo tema, per altro, ci riguardano da vicino e faremmo bene a osservare cosa accade in un posto così lontano, ma pur sempre inserito – sebbene con le proprie «caratteristiche» – all’interno di un contesto globale.

Uno degli aspetti più rilevanti è senza dubbio quello del riconoscimento facciale, ormai utilizzato in molte attività e luoghi anche in Occidente, spesso senza neanche il consenso, o quanto meno un parere, della cittadinanza.

Leggi l'articolo completo di Simone Pieranni su il Manifesto